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I rombi delle moto e il casco sul feretro per l’ultimo saluto all’imprenditore Gilberto Baldin

Tantissima gente giovedì a Sant’Anna di Chioggia per l’addio al 59enne morto in Romea. Il figlio Eric: «Avevo ancora bisogno di te». Cerimonia anche in brasiliano per i parenti della moglie collegati via Facebook

SANT’ANNA. Il casco da cross con il suo numero, il 963, appoggiato sul feretro prima, poi portato dal figlio Eric al termine del rito funebre. Nella piccola chiesa parrocchiale della frazione di Sant’Anna, dove Gilberto Baldin, 59 anni, abitava con la moglie, non c’è uno spazio libero . I fratelli, la moglie Elisangela, i figli Eric e Lorenzo, il suo socio Alessio Crivellari in prima fila, poi tanti amici, conoscenti, colleghi di lavoro, clienti della sua azienda, la Metroquadro, che aveva fondato più di 25 anni fa. In molti giovedì mattina hanno voluto dare l’ultimo saluto a Gilberto Baldin che ha perso la vita scontrandosi con il suo scooter contro un camper, in Romea, la strada più pericolosa d’Italia che lui percorreva quotidianamente per andare al lavoro e per tornare a casa.

C’è la diretta Facebook del rito per dare modo ai parenti della moglie che si trovano in Brasile di poter seguire il funerale. E per questo motivo dalla Diocesi di Vittorio Veneto è arrivato per celebrare il funerale, assieme al parroco di Sant’Anna don Giovanni Natoli, don Nicivaldo de Oliveira Evangelista, originario di Paramirin, in Brasile, la stessa città della moglie di Gilberto, Elisangela, e suo amico.

In chiesa anche i gonfaloni dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro perché si è trattato pur sempre di un incidente sul lavoro “in itinere”, visto che l’imprenditore si stava recando nella sede della sua azienda, nella zona artigianale di Brondolo. «Se ne vanno sempre i migliori, sono sempre le persone buone a lasciarci», lo ha ricordato così don Giovanni, il parroco di Sant’Anna, con cui Gilberto aveva un rapporto speciale, partecipando alla messa ogni domenica ed aiutando, a Natale e Pasqua, le persone più bisognose.

La famiglia ha chiesto che venissero fatte delle donazioni alla scuola dell’infanzia parrocchiale, a cui Gilberto era particolarmente legato. «Aveva sempre una soluzione per ogni problema», ha detto il parroco durante l’omelia, «Io so fare tutto, era solito dire. Alla sera tornava dalla mamma 91enne per la terapia e per metterla a letto». Struggenti le parole lette dal figlio maggiore, Eric. «Eri il mio punto di riferimento, mi sei stato vicino nel risolvere i miei problemi. Avevo ancora troppo bisogno di te. Mi esaltava, ma al tempo stesso mi preoccupava, la tua passione per le motocross e adesso ti immagino in cielo, a saltare tra le nuvole con la tua moto». Fuori sul piazzale alla fine della messa gli amici del motocross, aprono il gas dei mezzi per l’ultimo saluto al loro caro Gilberto.

Pubblicato su La Nuova Venezia