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Chioggia, lacrime e rabbia per la morte di Federica

Famiglia e compagno chiusi nel silenzio: «Dolore troppo forte». La verità dall’autopsia: effettuati anche esami tossicologici

CHIOGGIA. Dolore e rabbia, sentimenti che si mescolano in una girandola di emozioni dopo la morte di Federica Fabbris, la donna di 37 anni che domenica mattina è deceduta mentre si trovava al Pronto Soccorso di Chioggia, dove era arrivata a causa di dolori lancinanti all’addome.

Il dolore in cui si è chiusa la famiglia, con la mamma che chiede di essere lasciata in pace; la rabbia nei confronti dei medici del Pronto soccorso che non sono riusciti a curare la figlia.

Federica era andata più di una volta all’ospedale perché quel dolore alla pancia non voleva proprio smettere, come hanno raccontato i titolari della carrozzeria Fiume, prima di trincerarsi a loro volta nel dolore. «Lavorava qui da sette mesi» ha detto Luca Marzolla, il titolare «ed era una persona solare e riservata, si era messa in gioco con questo nuovo lavoro, faceva l’impiegata ed era molto brava dopo l’esperienza che aveva avuto come venditrice da Trony».

Anche il fidanzato, Diego, non vuole parlare. «In questo momento» ha detto al telefono «il dolore è troppo forte, vi chiedo solo di rispettare la nostra privacy».

Ieri mattina, nel frattempo, è stata eseguita l’autopsia sul corpo della povera Federica, compresi gli esami tossicologici, una prassi, giusto per non lasciare alcun dubbio sulle cause della morte. L’Usl 3 vuole fare chiarezza, lo ha detto fin da subito, avviando anche una inchiesta interna.

Intanto sui social è esplosa la rabbia per una morte così improvvisa alla quale solo l’esame autoptico potrà dare una risposta. Oltre la rabbia c’è comunque chi ricorda la figura di Federica Fabbris, che viene dipinta come una ragazza solare, tranquilla, senza grilli per la testa, che aveva appena cambiato lavoro, dopo gli anni come commessa alla Trony e dopo aver lavorato anche come estetista, come la ricorda l’allenatore di pallavolo Matteo Bivi nel suo profilo facebook.

«Mi hai fatto l’unica mezza ceretta» scrive Bivi «che abbia fatto in vita mia, quando facevi l’estetista e ricordo che ogni strappo era una risata. Da allora quando passavo al Clodì, entravo alla Trony per salutarti, sempre con il sorriso e sempre così gentile».

È stato un fulmine a ciel sereno per gli amici che l’avevano accompagnata al Pronto soccorso, perché mai si sarebbero aspettati di tornare a casa senza di lei. «Ci conoscevamo da tanti anni» scrive in suo ricordo sui social Gianni Luppi «ma posso dire che eri una brava persona ed una grande lavoratrice». I funerali non sono ancora stati fissati ma, visto che l’autopsia è già stata eseguita, sarà questione di giorni; poi parenti e amici potranno dare l’ultimo saluto a Federica, ancora increduli di fronte alla sua morte. E il suo cane, Pedro, la sta aspettando a casa.DANIELE ZENNARO

Pubblicato su La Nuova Venezia