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Studente all’Itis d’inverno e bagnino per l’estate. Ecco chi era il ragazzo morto in moto a 16 anni

Il drammatico racconto dei genitori e della zia di Alessandro. «Era una bella persona, faremo qualcosa per la città in suo ricordo»

SOTTOMARINA. «Ci siamo precipitati sul posto dell'incidente. Alessandro era a terra, disteso, non si muoveva più. Probabilmente non si è neanche accorto di morire, perché è stato falciato in pieno dal furgone». Con un filo di voce, rotta dal pianto, è la zia Stella Penzo a parlare a nome della famiglia, in particolare della sorella Monica, la mamma dello sfortunato ragazzo.

«Mio nipote non correva, come qualcuno ha detto. Stava attraversando con la moto sulle strisce pedonali ed è stato falciato».

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Genitori, fratello e zii, immediatamente avvertiti dell'incidente, hanno vegliato il loro Alessandro fino a quando il corpo non è stato rimosso dalla strada.

«Alessandro era un ragazzo a modo» lo ricorda ancora la zia «Educato e buono, non era assolutamente uno scalmanato come qualcuno vuol far credere, come dimostra la sua timidezza che lo faceva anche addirittura un po' schivo. I miei figli, i suoi cugini Michele e Marco lo adoravano. Per noi non è affatto morto, è ancora qua con noi e appena mi sarà possibile faremo sicuramente qualcosa per tutta la città nel suo ricordo».

Studente del terzo anno dell'Itis, l'istituto tecnico industriale, faccia da bravo ragazzo, Alessandro Spanio d’estate faceva il bagnino, come molti giovanissimi della sua età, per togliersi qualche capriccio, senza pesare troppo sui genitori.

Ieri mattina in città non sono mancate le critiche, le accuse alle supermotard, motociclette simili alle motocross ma in versione da strada, da città, che a Chioggia guidano molti ragazzini.

Accuse che indispettiscono i familiari, feriti dall’assoluta indifferenza al loro dolore. «La moto di Alessandro era solo un cinquantino di cilindrata e quindi non particolarmente veloce» spiega la zia «E comunque la velocità non c'entra nulla. La sua moto toccava a malapena i 40 chilometri orari. Siamo rimasti lì per alcune ore, accanto al corpo, fino a quando è stato possibile rimuoverlo. Ora attendiamo il nulla osta per i funerali e fino a quel giorno sarà una sofferenza infinita, una ferita sempre aperta».

Una famiglia come tante, gli Spanio. Una famiglia distrutta dal dolore in una tragica serata estiva quando dovrebbe essere il divertimento a prendere il sopravvento. Papà Massimo, pilota di Actv, ricordato anche dal consigliere regionale Jonatan Montanariello come un gran lavoratore, mamma Monica ed il fratello Gianluca, più giovane di Alessandro di un solo anno. 

Pubblicato su La Nuova Venezia