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Mille persone e palloncini a forma di cuore per l’addio a Leo, il baby calciatore morto a 9 anni

Commozione  e lacrime per il funerale di Leonardo Rizzetto, morto per un tumore. Il papà Giorgio: «Grazie per l’amore che ci hai dato, donaci la tua energia. Sei il nostro eroe»

CONCORDIA. «Ciao Leo, ciao campione, riposa in pace». Folla commossa, almeno mille persone, lunedì pomeriggio nella cattedrale di Concordia ai funerali di Leonardo Rizzetto, il bimbo di 9 anni ucciso venerdì da un tumore alla testa scoperto lo scorso novembre.

I parenti sono arrivati tenendosi per mano, schierati come una squadra di calcio. Le lacrime solcano i volti di molti fedeli. Tra i presenti all’ingresso in chiesa ha trovato posto in chiesa uni dei direttori di gara più famosi del mondo, l’arbitro Daniele Orsato. In chiesa vicino alla bara viene collocato un palloncino blu a forma di cuore. Quel cuore batte ancora: verrà liberato alla fine della funzione.

«La vostra tristezza si trasformerà in gioia» ha detto Giovanni nel Vangelo letto in chiesa «nessuno potrà cancellare la vostra gioia». Don Natale Padovese prova a dare una spiegazione a un fatto come questo. «La morte di un bambino di 9 anni è incomprensibile e frantuma ogni logica umana» premette «ci avviciniamo con grande delicatezza e con affetto ai familiari di Leonardo»,  tesserato coi Pulcini classe 2012 della Julia Sagittaria. Avrebbe compito 10 anni ad agosto.

Don Padovese guarda ai segni del cielo. «Proprio nella messa del lunedì mattina, tra le nuvole si è aperta una breccia, che faceva intravedere un raggio di sole». Proprio quello che si è notato, ieri pomeriggio all’arrivo della bara. «Leonardo rinasce nel cielo per sempre» aggiunge don Padovese  «Prchè lui guardava avanti: alla dottoressa aveva chiesto: potrò tornare a giocare al pallone? E ha affrontato le cure da vero campione».

In tanti hanno donato offerte. I negozi e i bar di Concordia sono rimasti chiusi. In chiesa e sul sagrato ci sono molti bambini. Non volevano mancare all’ultimo saluto a Leo. I suoi compagni di squadra, i giocatori di altre società sono tutti in divisa.  Dopo la benedizione della bara don Padovese si piega e la bacia.

Commoventi le parole del padre Giorgio,  che ha illustrato in una lettera la lotta di Leo col male. «Ricordo quando baciavi il crocifisso, hai unito tanta gente con la fede. Hai portato a termine tutto quello che dovevi fare. Hai salutato gli amici, ci hai preparato. Grazie per essere nostro figlio e averci scelto. Per la felicità. Per l’amore che hai donato. Grazie. Sei il nostro angelo custode. Aiutaci. Nulla muore perché tutto si trasforma. Ringraziamo la Madonna che ti ha lasciato tra le braccia della mamma circondato da amore. Caro Leonardo, donaci la tua energia. Sei il nostro eroe. Ti amiamo».

Quando esce la bara bianca vengono liberati i palloncini coi colori della Julia Sagittaria. 

A Leonardo hanno dedicato la vittoria anche i Giovanissimi 2008 della Julia Sagittaria che hanno trionfato contro San Stino nel torneo dedicato a Marco Gottardi, l’architetto morto nel rogo della Grenfell Tower di Londra con la fidanzata Gloria Trevisan. “Leonardo sempre con noi” hanno scritto su uno striscione.  

Pubblicato su La Nuova Venezia