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Investe e uccide un capriolo a San Donà. «Era sera, ho avuto il terrore che si trattasse di una persona»

Il racconto di un automobilista: «E’ saltato sul cofano all’improvviso, da un fossato, non sono riuscito a sterzare. Si rischia l’incidente grave, servono cartelli e dissuasori»

SAN DONA’. Un tonfo impressionante e poi la paura dell’ignoto. Claudio Masiero, personal trainer e preparatore di body building, è l’automobilista di San Donà che ha travolto un capriolo a Cittanova nei giorni scorsi. Stava tornando da una palestra di Caorle dove lavora su muscoli, fiato e diete specifiche, quando verso le 20, sulla strada che collega Stretti di Eraclea a San Donà, all’altezza della frazione sandonatese di Cittanova, ha centrato l’ungulato in pieno. La stessa mattina, un altro capriolo era stato investito sulla bretella per Noventa, salvatosi in extremis con l’intervento della polizia metropolitana, un veterinario dell’Usl e gli animalisti della Leidaa.

L’esperienza dell’automobilista è stata traumatica. «Non ho avuto il tempo di sterzare» racconta Masiero, «Per fortuna stavo guidando a meno di 70 chilometri orari. Non è possibile evitare l’impatto, in particolare all’imbrunire. Il capriolo è saltato da un fossato all’improvviso e me lo sono trovato sul cofano. È morto praticamente sul colpo con danni all’auto per oltre 3 mila euro. Quando ho sentito il colpo ho avuto il terrore che si trattasse di una persona. A stento ho mantenuto il controllo della mia Fiat Punto. Poi ho frenato e sono sceso. Così ho visto che era un capriolo, rimasto immobile in mezzo alla campagna di fianco alla strada».

Masiero ha chiamato la polizia metropolitana e adesso dovrà sbrigare delle pratiche per l’assicurazione sperando in un risarcimento danni. «Dovrebbe essere previsto con un fondo regionale come incidente che coinvolge la fauna selvatica», continua, «ma certo non è semplice. Mi ha detto un agricoltore che ce ne sono sei solo nella zona di Cittanona e ogni tanto escono dalla boscaglia o dalla campagna per attraversare la strada. Il mio appello agli automobilisti è di stare attenti, perché al di là dell’esperienza triste, c’è il rischio di perdere il controllo dell’auto e fare un grave incidente, magari coinvolgendo altri veicoli».

Nei giorni scorsi è emerso il problema in tutta la sua urgenza. Andrea Marin, presidente regionale Leidaa, lega italiana difesa animali e ambiente, ha invitato tutti gli automobilisti e autotrasportatori a prestare la massima attenzione auspicando una cartellonistica stradale che metta in guardia dalla presenza di ungulati. Serviranno anche speciali dissuasori sonori e visivi per allontanarli dalle strade più trafficate, già sperimentati in altre regioni.

Nel Veneto orientale i caprioli sono circa 500. Il presidente dell’ambito di caccia, Luciano Babbo, ha chiesto l’autorizzazione ad abbatterli prima che sia tardi. 

Pubblicato su La Nuova Venezia