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Morta Maria Luisa Semi, fu la prima notaia di Venezia

Vivace intellettuale, è  scomparsa all’improvviso nel sonno, aveva 86 anni: negli ultimi giorni era felice, perché stava per uscire il suo ultimo libro

VENEZIA. Si è spenta nel sonno, all’improvviso, una delle donne più conosciute di Venezia: Maria Luisa Semi aveva 86 anni ed è stata la prima notaia della città e tra le prime in Italia. Mamma, donna di legge e di cultura.

Attenta ai diritti della persona – aveva seguito da vicino il tema del bio-testamento  – era anche una appassionata scrittrice. Proprio in questi giorni doveva uscire un nuovo libro, con la sua scrittura densa di racconti e memorie, dopo “Una bambina – La sua guerra” (tradotto anche in francese: il secondo conflitto mondiale visto  con gli occhi di una bambina che segue il padre richiamato dall'Esercito e costretto a spostarsi tra Capodistria, cittá natale, Venezia, Udine, Roma e l'Africa, dove però la famiglia non potrà seguirlo.), “Una ragazza…I suoi anni sessanta”. “L’età della bellezza, si cresce”.

Anche dopo aver lasciato la professione, ha sempre continuato ad aprire il suo studio nella casa dove era nata, in calle Bembo, tra riva del Carbon e il teatro Goldoni.

Si era raccontata a Carlo Mion, che le aveva dedicato uno dei ritratti dei “Venetians”.

 «Nonostante sia in pensione, c'è sempre qualcuno che mi chiede consigli, in particolare in materia di testamento. E questo mi lusinga», ricordava, lei che ha iniziato ad esercitare nel 1968 a Forno di Zoldo: nel 1970 era a Venezia.

 «Nonostante la professione fosse allora tipicamente maschile, quando ho iniziato l'attività sono stata accolta bene dai colleghi», diceva, «alla spalle avevo una famiglia dalle ampie vedute, se pensiamo che in un'epoca in cui per le figlie era importante un buon matrimonio i miei genitori a me e a mia sorella hanno sempre detto: imparate prima a fare qualche cosa. Addirittura ritenevano che fosse più importante un titolo di studio per noi donne che per mio fratello perché "tanto lui è maschio e riesce sempre ad arrivare da qualche parte". Quando mi sono iscritta all'Università, le ragazze puntavano soprattutto all'insegnamento. Io invece mi sono iscritta a Legge. Finiti gli studi avevo due strade: avvocato o notaio. In Magistratura le donne non erano ancora ammesse. C'erano troppi avvocati, quindi ho fatto il notaio».

Con la sorella Franca (architetta, morta alcuni anni fa) e il fratello Antonio Alberto (psicanalista), Maria Luisa Semi era figlia di Francesco Semi, partigiano, studioso e autore di numerosi testi sulla lingua latina, nonché professore del liceo Benedetti, a Venezia.

Socia dell’Ateneo Veneto, la più antica istituzione culturale della città, che le ha reso omaggio.

Commosso anche il ricordo  di Guido Moltedo, direttore di Ytali, la rivista online con la quale Maria Luisa Semi collaborava e che ha voluto ricordarla con una frase che lei aveva pronunciato, nel presentarsi: 

«Sono una persona normalissima, non ho nulla da dire di me stessa. Non è che abbia fatto cose particolari. Ho lavorato tutta la vita, ho avuto una famiglia e dei figli. Sono in un certo senso banale. Uno dei miei limiti, è che se penso una cosa non è che non la dico. Ricorrere all’ipocrisia non fa parte del mio carattere, e non credo che si possa piacere a tutti».

Lascia le figlie Caterina e Giulia Falomo e il fratello Antonio Alberto Semi.

Pubblicato su La Nuova Venezia