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Addio a Pierluigi Beggiato, decano degli albergatori veneziani

Era nato a Venezia nel 1933. Figlio di albergatori si era formato in Austria e a Londra. Con l’Hotel Metropole aveva lanciato il connubio tra ristorazione d’eccellenza e accoglienza di lusso

VENEZIA. È morto la scorsa notte Pierluigi Beggiato, 88 anni, noto albergatore veneziano e proprietario dello storico Hotel Metropole, in Riva degli Schiavoni. Lo rende noto la figlia Gloria.

Nato a Venezia il 4 aprile 1933, Beggiato era discendente da una nota famiglia di albergatori veneziani: il padre Tiberio era al contempo proprietario dell'Hotel Concordia e tra i fondatori dell'Associazione Veneziana Albergatori (Ava).

Pierluigi si formò prima in Austria e poi a Londra. Tornato in laguna, si distinse per un metodo lavorativo che sposò l'accoglienza con la ristorazione d'eccellenza.

Consigliere Ava fino al 1985, presidente dal 1986 al 1991, fu anche tra i fondatori di PromoVe, istituzione specializzata nella promozione e valorizzazione della città nel periodo invernale.

Nel 1968, insieme alla moglie Elisabeth, acquisì il Metropole, entrato nell'offerta ricettiva di lusso.

“Per decenni lo stile di accoglienza che aveva impresso alle sue strutture è stato il biglietto da visita di Venezia e del Veneto per migliaia di turisti. La cultura dell’ospitalità della nostra regione deve molto al lavoro di Pierluigi Beggiato. Una cultura frutto della passione per il lavoro e di sconfinato amore per la città. Per questo sarà sempre ricordato”.

Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime il suo cordoglio per la scomparsa a 88 anni del noto albergatore.

“Beggiato non si è limitato ad impegnarsi nel suo lavoro – prosegue Zaia – ma ha dato un grande contributo alla crescita del settore facendosi attivo nelle associazioni di categoria e, forte anche delle esperienze maturate all’estero, intuendo l’evoluzione di un turismo che vedesse Venezia protagonista tutto l’anno. Gli dobbiamo molto. In questo momento esprimo la mia vicinanza e il mio cordoglio ai familiari”.

Pubblicato su La Nuova Venezia