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Giù dalle scale in Casa di Riposo a San Donà, morta a 94 anni: fascicolo per omicidio colposo

Il pm Zorzi ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso di Rita Coppo. Sabato l’anziana era precipitata lungo una rampa sulla propria carrozzina

SAN DONA’. La Procura ha deciso di chiarire tutte le circostanze della morte di Rita Coppo, l’anziana ospite della casa di riposo Monumento ai Caduti di San Donà: sabato mattina, la sua sedia rotelle è scivolata lungo una scala esterna e la donna è caduta violentemente a terra, morendo poco dopo.

Il pm Giovanni Zorzi ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo, al momento senza indagati, disponendo l’autopsia, per chiare le cause del decesso, ovvero, se la donna sia morta prima di cadere - la signora aveva 94 anni e in seguito a un malore avrebbe potuto perdere il controllo della sua carrozzina - oppure se il decesso sia stato una conseguenza diretta della rovinosa caduta. Un primo atto dovuto, per poi eventualmente effettuare ulteriori controlli sul rispetto delle norme di sicurezza nella struttura.

Dalle prime ricostruzioni, l’anziana si trovava al primo piano della casa di riposo e stava per recarsi nella sala ristorante, per la colazione mattutina. Ma non ha preso l’ascensore. Avrebbe aperto un portone a spinta e raggiunto una scala esterna tra due moduli della struttura. A quel punto, però, con la carrozzina sarebbe scivolata sulla rampa di scale, rovesciandosi, battendo probabilmente la testa e morendo poco dopo. Il personale l’ha cercata e sono stati allertati immediatamente i soccorsi, ma ogni tentativo di rianimarla è risultato vano. Dell’incidente è stata informata subito la polizia locale di San Donà, che ha avviato le indagini. I responsabili della casa di riposo, gestita dalla società Isvo srl, hanno formulato le condoglianze alla famiglia e ritengono che non vi siano state responsabilità del personale. «Un episodio triste e incomprensibile», aveva commentato il presidente di Isvo, Domenico Contarin, «Non riusciamo a capire come la signora sia sparita davanti all’ascensore, da dove sarebbe scesa alla sala colazioni. Ha imboccato un corridoio, poi ha spinto una porta antincendio per accedere a una scala esterna. Era una donna non autosufficiente, ma che si muoveva con la carrozzina. Dispiace per i parenti, anche se al momento riteniamo che il personale non abbia delle responsabilità». La parola al medico legale

Pubblicato su La Nuova Venezia