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Venezia in lutto, è morto Maurizio Calligaro. Urbanista, fu capo di gabinetto di Cacciari e direttore di Veritas

Un infarto lo ha ucciso all’improvviso nella mattinata di lunedì a casa. Aveva 67 anni ed era andato in pensione da poco dopo una vita passata al servizio della città, con una dedizione assoluta

VENEZIA. E' morto Maurizio Calligaro, un amministratore sempre puntuale, presente, preparato. E un uomo buono.

Un infarto lo ha ucciso all'improvviso, a casa, nella mattinata di lunedì. Aveva 67 anni e da poco era andato in pensione, per godersi la sua passione per la corsa (era sempre allenato) e per la montagna, insieme alla moglie Gina.

Lui che per una vita ha lavorato al servizio della comunità, con una passione rara e una dedizione assoluta. Insieme al suo impegno politico.

Laureato in Urbanistica all'IuaV, è stato tra i primi esponenti Verdi eletti a Venezia, prima consigliere e poi presidente del Consiglio di Quartiere di Venezia. Poi, ancora, in Consiglio comunale. Dall'88 al 1994 è segretario del gruppo Verdi in Regione.

Nel 1994 al 2000 eccolo a fianco del sindaco Massimo Cacciari, come suo capo di gabinetto, portavoce: con lui l'amministrazione quotidiana del Comune era in totale trasparenza.

E poi direttore generale di Amav (ora Veritas). Dopo essere tornato a fianco di Cacciari, sindaco per il terzo mandato a Ca' Farsetti, ricopre anche l’incarico di direttore generale del Comune. 

Quindi, lasciata l'amministrazione comunale è tornato a lavorare per Veritas, occupandosi di gestione dei rifiuti (in particolare nella città storica), con l'incarico di direttore Qualità, Ambiente, patrimonio della società.

E' stato per decenni, un riferimento del Sevizio di protezione Civile di Venezia. Tra le altre cose appoggiò il progetto di Insula per il rialzo della pavimentazione cittadina, progetto che ora viene indicato dagli esperti come “lungimirante”.

Dopo l'Acqua Granda del novembre 2019, il sindaco Brugnaro gli aveva affidato il coordinamento del servizio di raccolta delle segnalazioni danni dei cittadini e seguente concessione dei contributi: un incarico che  Calligaro ha seguito con l’attenzione e la passione di sempre, gratuitamente. 

Appassionato di corsa e maratone, aveva anche una grane passione per la montagna: la notizia della sua morte improvvisa ha raccolto subito una valanga di messaggi di cordoglio.

Il ricordo dell’amico, il sociologo Gianfranco Bettin. 

«Maurizio è stato uno dei fondatori dell'ecologia politica, dei Verdi, con un impegno in cui la competenza si intrecciava intimamente alla coscienza, alla passione. Si era laureato allo IUAV con una tesi sull'ecosistema lagunare, che conosceva come pochi, che difendeva in modo intelligente e strenuo.

Aveva a lungo coordinato la Protezione civile veneziana, che aveva contribuito a rifondare e a portare a livelli d'eccellenza. Era in prima a fila a fronteggiare l'ultima "aqua granda" e, poi, a occuparsi dei risarcimenti.

Molto del suo impegno, del suo lavoro, delle sue idee continuerà ad agire nelle strutture, nei progetti, nelle cose compiute che ha realizzato o avviato.

Niente di tutto questo - così importante sul piano pubblico e, a volte, sul piano storico - potrà mai lenire il dolore e ridurre il vuoto che lascia in chi gli è stato amico e compagno di strada e di idee».

Scrive il senatore Pd Andrea Ferrazzi: «Maurizio è stato una persona di grandissima qualità umana, politica e manageriale. Ha prestato un servizio di grandissimo valore alla nostra città, del quale tutto noi dobbiamo essere riconoscenti. Classico esempio di persona capace di un prezioso lavoro lontano dai proiettori. Un abbraccio Maurizio».

Pubblicato su La Nuova Venezia