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Muore per paura del vaccino, il figlio guarito si pente: «Correrò a immunizzarmi»

Maria Teresa Bedin, di Annone Veneto, aveva 66 anni e viveva sola nella frazione di Giai.  «Dopo la vicenda Astrazeneca aveva il terrore che le facesse male»

ANNONE VENETO. Fra la paura del vaccino e la morte di una donna, c’è la storia, drammatica, del figlio, pentito per non essersi sottoposto alla profilassi e di essersi ammalato insieme alla madre. Perché lei non ce l’ha fatta. Arriva da Annone Veneto una storia drammatica, che coinvolge un’intera famiglia. La mamma, Maria Teresa Bedin morta di Covid, a 66 anni; il figlio Renzo, dimesso lo stesso giorno del decesso della madre (lunedì scorso) dall’ospedale di Jesolo, mentre l’altra figlia Franca, è in quarantena fino a domenica. Nessuno dei tre si era vaccinato. «Avevamo paura, dopo i casi di Astrazeneca dello scorso anno» hanno riferito i due figli. Renzo, pentito, puntualizza con amarezza. «Superati i 6 mesi dalla fine della malattia correrò a vaccinarmi. È il minimo che posso fare ora».

Qui non c’entrano nulla il Green pass o le restrizioni, ma la mancanza di fiducia nella scienza, incoraggiata da una probabile cattiva interpretazione di quanto riferiscono i media («non seguo la televisione da una settimana» ha spiegato Franca, per timore di dover sentire bollettini quotidiani o notizie correlate al coronavirus).

Maria Teresa Bedin abitava a Giai, frazione di Annone Veneto, al confine con Friuli e la provincia di Treviso. Il primo morto in zona fu nel marzo di due anni fa padre Giampietro Vignandel, originario di qui, contagiatosi a Trento. Ora un altro lutto legato alla pandemia che ha colpito la comunità.

«È sempre stata una donna in salute, fin da ragazza» ricorda con affetto l’assessore del comune annonese, Lino Gianotto. «Frequentavamo le stesse scuole in paese. Era ben voluta da tutti, qui in zona ».

Maria Teresa ha superato bene alcune vicissitudini familiari: il marito aveva lasciato l’abitazione in anni lontani e poco dopo dal suo allontanamento morì. La 66enne aveva praticamente cresciuto i suoi figli da sola. Una vita ordinaria, fatta di alti e bassi, come tanti.

Poi, nel 2020 l’arrivo del virus, che stravolge la società: contagi, morti, restirzioni. Infine i vaccini, che aprono una breccia in fondo al tunnel. Ma la donna rinuncia, per paura dei lotti Astrazeneca, vicenda che ha riempito le pagine dei giornali per settimane.

«Lei aveva tanta paura», ricorda dall’isolamento la figlia Franca. «E per questo motivo non si è vaccinata». «Non vedevo mia mamma dal 26 gennaio scorso» ricorda il figlio Renzo. «Io abito ad Annone, nel rione delle Quattro Strade. Dopo essersi contagiata mia moglie, mi sono contagiato io e infine mia madre, sebbene abitasse in un’altra casa. Un disastro: un giorno mi sono sentito talmente male che ho dovuto chiedere l’intervento dell’ambulanza. Il Covid mi stava davvero uccidendo».

Renzo è stato ricoverato a Jesolo, la mamma a Portogruaro. Lei non ce l’ha fatta, lui invece è sopravvissuto. «Col senno di poi, purtroppo, so di avere sbagliato. Ma chi non commette errori, nella propria vita? Mi pento di quanto accaduto. E appena avrò il modo andrò a vaccinarmi».

Maria Teresa Bedin lascia anche un altro figlio, Paolo; oltre a diversi nipoti e altri parenti. I funerali non sono stati ancora fissati. Appena gli altri familiari saranno fuori dall’isolamento verranno fissati. La celebrazione sarà ospitata nella vecchia chiesa di San Vitale ad Annone e dopo le esequie la salma verrà cremata. Rosario Padovano

Pubblicato su La Nuova Venezia