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Operaio morto, al vaglio i sistemi di sicurezza. Indagati cinque dirigenti. Ecco chi sono

Si tratta dei vertici di Ecoprogetto (Gruppo Veritas) e dell’impresa esterna: un atto dovuto per poter effettuare l’autopsia sul carpentiere

MESTRE. Ci sono i vertici di Ecoprogetto e dell’azienda Omd di Nervesa della Battaglia tra i primi cinque nomi iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo dalla Procura di Venezia per accertare eventuali responsabilità dopo la tragedia di martedì scorso nel capannone di Fusina, in cui ha perso la vita l’operaio 48enne Francesco Gallo, originario di Gela ma domiciliato in provincia di Bergamo.

Un atto dovuto, quello del Pm Andrea Petroni, anche alla luce del fatto che questa mattina alle undici sarà svolta l’autopsia sul corpo dell’operaio. Si cercherà così di fugare ogni dubbio sulle cause del decesso, cercando di capire se a incidere sulla caduta, possa essere stato anche un malore. Ipotesi questa che al momento non si può escludere.

Ma in parallelo andranno accertati eventuali profili di responsabilità da parte dei vertici di Ecoprogetto, titolare del capannone, per la quale risultano indagati Massimo Sembiante (responsabile del servizio di prevenzione e protezione), Luca Stecca (responsabile dell’impianto) oltre a Massimo Zanutto (presidente e rappresentante legale dell’azienda).

Ma la Procura passerà al vaglio anche la posizione dell’azienda di costruzioni Omd con sede a Nervesa della Battaglia. Per quest’ultima risultano indagati il presidente, Enzo Dal Col, e il responsabile della sicurezza (un professionista esterno alla ditta).

Dal Col si dice sereno per quanto stabilito dalla procura veneziana, ma comunque è molto provato per l’accaduto. «Alla sicurezza ci teniamo, abbiamo la certificazione Iso e inoltre abbiamo sempre lavorato e fatto assunzioni nel rispetto della legge», spiega l’imprenditore che un anno e mezzo fa aveva assunto Gallo dopo averlo incontrato in provincia di Bergamo dove risiedeva.

Secondo le prime ricostruzioni, nel capannone in via della Geologia, a Fusina, dove si lavorano alcuni rifiuti fino a farli diventare combustibile solido secondario, da alcuni mesi sono al lavoro gli operai della azienda Omd per una ristrutturazione straordinaria che prevede la realizzazione del nuovo impianto elettrico e della nuova linea per il trattamento dei rifiuti.

Francesco Gallo, insieme ad un gruppo di altri cinque-sei colleghi, era sul ballatoio del capannone per dei lavori di saldatura. Secondo i primi accertamenti, l’uomo non era imbragato né indossava il caschetto di protezione.

In quell’angolo, a cinque metri d’altezza, mancava anche una parte della ringhiera. Ed è proprio da quell’angolo che, forse facendo un passo indietro, l’operaio è caduto di schiena, facendo un volo di 5 metri sbattendo violentemente la testa.

Spetterà ora alla Procura capire se ci fossero agganci ai quali assicurare l’imbragatura e se il caschetto non gli fosse stato fornito dalla ditta o se invece la sua sia stata una scelta volontaria.  

Pubblicato su La Nuova Venezia