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Addio a Nerina Marocco, volontaria anti cancro dopo la malattia. Aveva fondato “Voglia di vivere”, è morta a 91 anni

Tutti la chiamavano Lilly per la sua semplicità e il suo attivismo. Mamma dell’ex sindaco di Cona, Alberto Panfilio, aveva fondato la prima associazione che dava sostegno psicologico alle donne operate per tumore, di cui aveva sofferto e da cui era guarita

CONA. Si è spenta martedì all’età di 91 anni, all’ospedale di Schiavonia, Nerina Marocco, comunemente conosciuta come Lilly, madre dell’ex sindaco di Cona, Alberto Panfilio. Ne ha dato notizia lo stesso Panfilio, che ha ricordato la figura della madre, da sempre impegnata in prima linea nell’aiutare le donne affette da tumore al seno.

«Mia madre», racconta l’ex sindaco di Cona, «si stava ormai spegnendo e nei giorni scorsi abbiamo deciso di ricoverarla all’ospedale di Piove di Sacco proprio perché potesse essere seguita nel migliore dei modi in questa sua fase terminale della vita. A Piove le è stato fatto un tampone che è risultato positivo al Covid e quindi è stata trasferita all’ospedale di Schiavonia, dove è venuta a mancare ieri».

«Non è morta di Covid, ma probabilmente il Covid ha accelerato il decorso verso il decesso».

Nerina Marocco abitava da sempre a Cona, in via Roma, ed era rimasta vedova lo scorso anno. Era stata sempre molto attiva sul fronte delle malattie tumorali, essendo lei stessa stata afflitta più volte dal cancro che ha sempre affrontato.

Questa sua drammatica esperienza personale l’ha portata a fondare l’associazione “Voglia di vivere”, con la quale, assieme al dottor Ferrigolli, organizzava seminari e sostegno psicologico alle donne operate al seno. «Era il presidente dell’associazione», ricorda Panfilio, «ma in pratica faceva tutto, dispensando consigli alle donne operate in particolare al seno dall’alto della sua esperienza personale. Aveva energia da vendere, riuscendo a crescere tre figli pur gestendo un pulisecco».

I funerali si svolgeranno giovedì 30, nella chiesa parrocchiale di Pegolotte alle 15, dopo di che la salma verrà avviata alla cremazione 

Pubblicato su La Nuova Venezia