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Covid, addio all’allenatore Massimo Gallo. Non si era ancora vaccinato

Aveva 51 anni, allenava la categoria Esordienti dello Zianigo. «Insegnava l’etica dello sport i nostri ragazzi increduli». La moglie: «Era un gigante buono, apprezzato da tutti»

MIRANO. Natale di dolore per la comunità miranese. A pochi giorni dall’improvvisa scomparsa del 48enne fioraio Andrea Barbato è stata colpita da un altro lutto. Nella notte della vigilia è morto Massimo Gallo, ex giocatore di calcio tra Veternigo, Miranese e Zianigo, allenatore della categoria Esordienti dello Zianigo e fondatore del gruppo Facebook “Sei di Mirano se...” che, per la giornata di Natale si è listato a lutto bloccando nuovi post in segno di rispetto.

Massimo, 51 anni, sposato con l’amata Carla, dirigente in una Società di parcheggi di cui gestiva una struttura a Padova, era ricoverato in ospedale a Mirano ed è morto a seguito a complicazioni derivanti da polmonite da Covid. Non si era ancora sottoposto al vaccino.

«Era davvero un gigante buono, apprezzato da tutti, una bellissima persona», lo descrive Carla, «era adorato dalle mie figlie che amava come sue e dai bambini che allenava. Da allenatore alla scuola calcio non passava inosservato, ti lasciava sempre qualcosa. Amava la sua famiglia e il suo lavoro, era entrato nelle nostre vite in punta di piedi, mai invadente e sapeva farsi voler bene aiutandomi anche a far crescere le ragazze».

Aveva vinto un campionato Allievi in maglia Zianigo da giocatore per poi indossare la tuta da mister per insegnare ai giovani soprattutto l’etica dello sport.

«Era un educatore prima di tutto», lo ricorda il Direttore Sportivo dello Zianigo Mario Favaretto, «per lui contava la crescita umana, il rispetto. Era molto preparato e faceva crescere anche tecnicamente i giovani. I suoi ragazzi sono increduli e distrutti per la sua scomparsa. Mio figlio che giocava con la sua squadra continua a chiedermi, con gli occhi lucidi, se è davvero morto».

Struggente anche il messaggio della sindaca Maria Rosa Pavanello. «Questa è stata una settimana in cui nella nostra città sono mancate improvvisamente due persone, con modalità diverse, ma due uomini giovani che avevano ancora molto da dare, due punti di riferimento per le loro compagne e le loro famiglie, e non solo, Andrea Barbato e Massimo Gallo. Ma anche per molti amici, per gruppi, per molti giovani. Due uomini buoni sempre disponibili e sorridenti, solidi, ricchi di umanità ed empatia, ho avuto il privilegio di conoscerli. Vorrei che le loro compagne Sonia Bertoldo e Carla Frasson potessero trovare nella luce una via... la luce che in questi giorni rende ancor più calde e accoglienti le nostre case...ecco vorrei che ricordassero che la luce è il simbolo della speranza».

«Aveva davvero a cuore i nostri ragazzi», lo ricorda l’Assessore allo Sport, Cristian Zara. 

Pubblicato su La Nuova Venezia