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Muore dopo un giorno dallo schianto in auto

Lina Zanella, 79 anni, era andata a sbattere mercoledì mentre stava andando alle terme. Malore o colpo di sonno

CAVALLINO

È morta all’ospedale dell’Angelo di Mestre per complicazioni causate dalle fratture alle gambe e al bacino, Lina Zanella, la conducente 79 enne residente in via Montello 31, protagonista alle 5,45 di mercoledì del violento scontro autonomo contro il muretto della rotatoria all’incrocio fra via Fausta, via Treportina e via di Ca’ Savio. La donna, molto attiva in ambito familiare, gestiva con la sua famiglia un complesso di bungalow fondato nei primi anni ’70 nei pressi del camping Marina di Venezia a Punta Sabbioni, e quell’ora mattutina stava raggiungendo una comitiva di coetanei con cui aveva appuntamento alle 6 di fronte alla farmacia Zorzetto di Ca’ Savio per salire sul pullman e raggiungere Montegrotto Terme per ricevere cure fisiatriche. «Avrebbe completato con venerdì e sabato la seconda settimana di terapie termali», racconta la figlia Sonia, «era entusiasta di poter finalmente ricevere queste cure dopo il periodo della pandemia che l’aveva obbligata a casa. Partiva ogni giorno col pullman alle 6 di mattina per rincasare nel pomeriggio. Avrebbe dovuto svoltare nel parcheggio della farmacia per parcheggiare prima di arrivare alla rotatoria. Ipotizziamo quindi che sia stata colta da un malore improvviso o da un colpo di sonno».

A suffragare questa ipotesi anche l’assenza di segni di frenata prima dello scontro, talmente violento da aver lasciato l’impressione della targa sul punto d’impatto. Gran lavoratrice e fortemente realizzata nel ruolo di madre, Lina Zanella aveva sofferto qualche anno fa la scomparsa del figlio maggiore Nicola. Nonostante da qualche tempo avesse lasciato le redini dell’attività ricettiva ai figli Sonia e Valter, amava i bambini e ci teneva molto ad essere presente ogni estate come supporto alle famiglie di turisti.

La salma, a disposizione dell’autorità giudiziaria, attende il nullaosta per i funerali. L’anziana ferita, nonostante fosse stata estratta ancora viva dai vigili del fuoco di Jesolo dopo lo scontro, era subito apparsa ai primi soccorritori di una certa gravità per il gran numero di traumi riportati agli arti inferiori e al bacino. Nell’immediato dei soccorsi era stata assistita dal personale sanitario del Suem proveniente dall’ospedale di Jesolo che l’aveva poi stabilizzata e trasferita in gravi condizioni con l’ambulanza all'ospedale dell’Angelo di Mestre dove era stata ricoverata in prognosi riservata. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia