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Spinea, muore dopo le dimissioni: indagati tre medici

Flavio Gatto, 62 anni, si è sentito male in ferie ed è stato portato per controlli in ospedale a Feltre. Venerdì l’autopsia

SPINEA. Muore appena uscito dall’ospedale di Feltre. Tre medici del Santa Maria del Prato risultano indagati per omicidio colposo dopo il decesso di Flavio Gatto. Il 62enne di Spinea, originario di Zero Branco, ex bancario in pensione, stava trascorrendo un periodo di vacanza in Primiero e domenica a mezzogiorno si era rivolto al pronto soccorso feltrino perché accusava insistenti dolori allo stomaco e al torace. È stato fatto accomodare in sala d’attesa perché evidentemente c’erano altre urgenze prima della sua. Il turno è arrivato nel pomeriggio, quando il medico ha provveduto a visitarlo, ma senza sottoporlo a esami strumentali.

Secondo quanto riferisce la famiglia, non sono stati eseguiti elettrocardiogramma, tac e radiografie. Verso le 17, Gatto è stato dimesso, ma non ha fatto in tempo nemmeno a raggiungere la macchina posteggiata nel vicino parcheggio. Appena oltrepassato il portone dell’uscita, è caduto a terra e, per lui, non c’è stato più niente da fare. Il paziente, che fra l’altro ha perso molto sangue, è stato soccorso dai sanitari, ma tutti i tentativi di rianimarlo sono stati inutili. È stato riportato nel reparto d’emergenza che era già senza vita. Pur sconvolta per quello che era appena successo davanti ai suoi occhi, la famiglia ha chiamato l’avvocato di fiducia Enrico Cancellier del foro di Venezia.

Il legale ha chiesto che venisse bloccata l’autopsia già disposta dalla Direzione medica feltrina, fosse sequestrata la cartella clinica e ci pensasse la Procura della Repubblica all’esame autoptico attraverso un proprio medico legale.

I carabinieri della Compagnia di Feltre erano in ospedale anche ieri per le ultime formalità necessarie alle indagini. Il sostituto procuratore della Repubblica Marta Tollardo incarica stamattina il dottor Antonello Cirnelli che comincerà l’accertamento alle 11. La famiglia Gatto non ha nominato alcun consulente di parte: «Mi fido completamente di Cirnelli», assicura Cancellier, «pertanto non c’è bisogno di un altro specialista. Mi sono già confrontato con i familiari che hanno descritto una situazione molto ambigua. Chiedono di sapere perché il loro congiunto abbia perso la vita e come mai non sia stato sottoposto a qualche approfondimento medico, prima di essere rimandato a casa».

Un medico ha già ricevuto l’avviso di garanzia e si è rivolto all’avvocato bellunese di fiducia Ferdinando Coppa: «Solo stamattina potremo cominciare a leggere gli atti», frena Coppa, «Per il momento non sono in grado di dire molto su quello che, purtroppo, è accaduto. Stiamo valutando anche noi se nominare o no un consulente».

L’Usl 1 Dolomiti preferisce non dire niente: «Essendoci un’indagine in corso, nel rispetto di tutte le persone coinvolte nella dolorosa vicenda, non rilascia dichiarazioni». Dopo l’esame sarà concesso il nulla osta. —

Pubblicato su La Nuova Venezia