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Dramma della solitudine: disoccupato trovato morto in casa da 20 giorni

Mira, Alessandro Antonini, 48 anni, era riverso sul pavimento. La segnalazione fatta dai vicini

MIRA. Muore in casa, probabilmente a causa di un malore, e il suo corpo viene ritrovato dopo una ventina di giorni in avanzato stato di decomposizione. Questa la fine, segnata dalla solitudine, di Alessandro Antonini, 48 anni, che risiedeva da solo in un appartamento compreso in una palazzina in via Corridoni. Si tratta dell’ennesimo caso di marginalità sociale che finisce nel dramma.

L’uomo non era seguito dai Servizi sociali del Comune rivierasco. Si era rivolto all’Ambito, ossia all’aggregazione dei Comuni ex distretto 3, per richiedere il reddito di cittadinanza. In passato gli era stato erogato anche il reddito di inclusione attiva.

La scoperta della sua morte è stata fatta grazie alla segnalazione di alcuni vicini di casa che non lo vedevano uscire da settimane e da qualche giorno sentivano un odore nauseabondo provenire dall’appartamento. Sul posto sono stati chiamati i pompieri dalla caserma di Mira e i carabinieri della tenenza. Dopo aver aperto la porta, pompieri e carabinieri hanno fatto la terribile scoperta. Sul pavimento, Antonini era riverso in avanzato stato di decomposizione.

Con ogni probabilità, dalle ricostruzioni fatte dalle forze dell’ordine, il 48enne era morto da una ventina di giorni. L’uomo a detta dei vicini di casa, era una persona molto chiusa e riservata ed era alla ricerca da tempo di un’occupazione. I suoi genitori erano morti da qualche anno e nessun altro parente, neanche alla lontana, si sarebbe preoccupato del suo silenzio. La salma, dopo essere stata ricomposta, è stata portata all’obitorio di Dolo. I carabinieri hanno sentito i vicini ed i conoscenti per capire come mai si fosse arrivati a scoprire il decesso dell’uomo solo dopo una ventina di giorni.

«Questa persona», spiega l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Mira, Chiara Poppi, «non è seguita dai Servizi sociali del Comune, anche se aveva chiesto il reddito di cittadinanza. Penso si tratti un altro caso di forte marginalità sociale e solitudine. Purtroppo il dramma dell’anno e più di pandemia che abbiamo vissuto potrebbe aver acuito il tutto. Esprimo ai familiari il più sentito cordoglio dell’ente locale».

Non è stata disposta al momento l’autopsia. Si attende comunque il via libera da parte della magistratura per poter organizzare i funerali che si terranno nei prossimi giorni nella chiesa di San Nicolò a Mira Taglio.

Pubblicato su La Nuova Venezia