• Home
  •  > Notizie
  •  > L’autostrada maledetta Ecco un’altra vittima la decima da inizio anno

L’autostrada maledetta Ecco un’altra vittima la decima da inizio anno

Terzo morto nel mese di settembre, il secondo in due giorni. Numeri choc che ripropongono il problema mai risolto dei cantieri per la terza corsia

Un tratto d’asfalto maledetto, costellato da una scia di sangue che sembra infinita. Dall’inizio dell’anno sono già dieci le vittime sul tratto di A4 che attraversa il Veneto orientale. In media un incidente con esito mortale al mese. I morti sono per lo più camionisti e lavoratori. L’età di chi ha perso la vita è bassa: poco più di 37 anni, sempre facendo una media. Il tratto peggiore è rappresentato dall’imbuto esistente tra San Stino e Portogruaro, il più importante tra quelli in cui l’autostrada è ancora a due corsie. Ma gli incidenti non sono mancati anche nei tratti tra i caselli di San Donà-Noventa e San Stino, nonché tra Portogruaro e Latisana.

Il bilancio già pesante dei mesi scorsi si è ulteriormente aggravato con le due vittime registrate in meno di ventiquattr’ore tra martedì e ieri. Prima, martedì pomeriggio, lo schianto fra tre camion poco dopo il casello di San Stino, in zona Loncon, costato la vita a un camionista. Quindi, ieri mattina, l’incidente, causato forse da un malore, in cui ha perso la vita un altro camionista, finito con il suo Tir contro le barriere laterali della carreggiata. Ma il mese era già iniziato male. Il 2 settembre, all’altezza del casello di San Donà-Noventa, ha perso la vita un 30 enne autotrasportatore di nazionalità polacca. Nello scontro tra il suo furgone e un autoarticolato, il giovane è rimasto schiacciato tra le lamiere. Il tratto in assoluto più pericoloso, comunque, rimane quello tra San Stino e Portogruaro. Qui, a pochi metri dallo svincolo di San Stino, ha perso la vita il 15 giugno Roberto Sartor, 45 anni, nativo di Valdobbiadene e residente a Treviso, dipendente di un’azienda di Noventa di Piave. Mentre stava rientrando da un sopralluogo in un cantiere, Sartor è rimasto coinvolto in un tremendo tamponamento. La sua Fiat Grande Punto si è incastrata sotto il semirimorchio di un camion che lo precedeva. Poche settimane prima, il 28 maggio, nello stesso tratto, ma tra le località portogruaresi di Pradipozzo e Summaga, è deceduto il 41enne camionista rumeno Andrei Cornel Brateanu. L’uomo è rimasto coinvolto nello schianto tra il suo piccolo autocarro e un autoarticolato. Lo scorso 16 aprile è scomparso il 45enne Matteo Niero, residente a Zianigo di Mirano. Stava percorrendo l’A4 tra Cessalto e San Stino quando la sua auto è rimasta schiacciata fra due Tir.

Pochi giorni prima, l’8 aprile, aveva perso la vita un camionista serbo di 27 anni, coinvolto in un tamponamento fra due camion. Quest’incidente è avvenuto nel tratto fra Portogruaro e Latisana, dov’è già in funzione la terza corsia. Appena una settimana prima avevano perso la vita due giovani lavoratori di 28 e 34 anni residenti in Friuli. Erano le 18 di mercoledì 31 marzo e l’autostrada, nel tratto tra i caselli di San Donà e Cessalto, fu teatro di un doppio incidente. Nel primo schianto tra un mezzo pesante e un furgone hanno perso la vita i due giovani. Inutile il disperato tentativo di salvarli attuato dai sanitari del Suem 118 e dai pompieri. Il 19 gennaio l’A4 era stata punteggiata da un’altra croce. Ancora una vittima. E ancora un camionista 25enne residente a Pisa, ma di origini calabresi. Il sinistro tra i caselli di Portogruaro e San Stino, in direzione Venezia. In quel caso si era trattato di un tamponamento fra tre mezzi.

Fin qui gli incidenti con esito purtroppo mortale. Ma sono stati parecchi anche i sinistri che, pur fortunatamente senza conseguenze irreversibili, hanno comunque causato dei feriti gravi. E, anche quando non vi sono state conseguenze per le persone, le ripercussioni sono state notevoli per la viabilità. È il caso di quanto accaduto il 25 agosto, quando una cisterna di gpl ha preso fuoco fra Portogruaro e Latisana. L’emergenza ha comportato la chiusura dell’autostrada per 12 ore, ma anche l’evacuazione temporanea di alcune famiglie residenti vicino all’A4. —

Pubblicato su La Nuova Venezia