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Si schianta in moto sulla provinciale 42 impiegato di San Donà muore a 33 anni

La sua Yamaha R6 ha perso aderenza per il manto stradale sconnesso ed è finita contro un platano. Inutili i soccorsi 

SAN STINO

Perde il controllo della sua motocicletta, una Yamaha R6, e dopo l’urto contro un albero sulla provinciale 42 Triestina Bassa, a La Salute di Livenza, viene sbalzato nel fossato adiacente. Così, ieri alle 18 circa, ha perduto la vita Andrea Santagà, 33enne impiegato di San Donà. È morto sul colpo.

È la quarta vittima di questa estate lungo la strada provinciale 42 e l’incidente di ieri è avvenuto in un tratto insidioso, dove una decina d’anni fa morì (a seguito però di un incidente d’auto dopo un sabato sera) una ragazza ventenne di queste parti originaria dell’Ucraina.

Andrea Santagà stava percorrendo un tratto di rettilineo della via di comunicazione provinciale che in quel luogo assume il toponimo di Corso Cavour. L’incidente è avvenuto nel tratto compreso tra la rotatoria e il centro storico di La Salute, dove ci sono la chiesa e alcune attività commerciali, prima del ponte sul Livenza che collega la frazione sastinese a San Giorgio di Livenza.

Santagà stava percorrendo, probabilmente a velocità sostenuta, un non comodo rettilineo caratterizzato dalla presenza di alberi su ambo i lati e che segue una semicurva, in un punto poi caratterizzato da piccoli e insidiosi avvallamenti.

È una costante che caratterizza la Triestina Bassa nel settore che ricade nel mandamento portogruarese. Un tesitmone ha raccontato ai carabinieri gli ultimi istanti di Andrea: la moto procedeva a zig zag prima di finire contro il platano. È probabile che, dopo una fase in forte accelerazione, Andrea abbia intuito i pericoli del manto stradale sconnesso, frenando ma perdendo nel contempo il controllo della motocicletta.

L’urto con l’albero è stato devastante, probabilmente il 33enne era già deceduto quando è stato sbalzato a lato della strada. Alcuni passanti si sono fermati e hanno avvertito i soccorsi.

Sono intervenuti molto rapidamente il soccorso stradale Vaccaro, un’ambulanza proveniente da Caorle, i carabinieri della stazione di San Stino e anche l’elicottero del Suem decollato da Treviso.

I vigili del fuoco del distaccamento di Portogruaro hanno transennato la strada che è rimasta chiusa per oltre due ore. Dopo i rilievi dei carabinieri proprio i pompieri hanno recuperato la salma, in attesa dell’arrivo del carro funebre della ditta Pizzin, contattata dai militari. L’elisoccorso di Treviso è rientrato vuoto alla base: non c’era più nulla da fare.

La salma del giovane è stata recuperata verso le 20, e si è in attesa di un pronunciamento della magistratura: è stata avvertita infatti la Procura della Repubblica di Pordenone, e il pm di turno oggi procederà o con il rilascio del nulla osta; oppure con ulteriori accertamenti. Non si esclude un’autopsia. —

Rosario Padovano

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Pubblicato su La Nuova Venezia