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Addio al maestro d’ascia che incontrò Hemingway Perissinotto aveva 95 anni

Giannino abitava a Fossalta ma era conosciuto in tutto il basso Piave  per il lavoro allo squero appreso alla vigilia della Seconda guerra mondiale 

il lutto

Tutto il Basso Piave piange la scomparsa di Giannino Perissinotto, morto a 95 anni dopo breve malattia. Perissinotto è stato un personaggio che ha segnato la storia del territorio. Era nato nel novembre 1925: a quel tempo i bambini crescevano in fretta e il Piave era stato, fin dall’inizio, un compagno di giochi.

Aveva poco più di 7 anni quando si divertiva a vogare con la barca usata per il traghetto in zona Lampol, mentre a 11 gli venne affidata una barca. Giannino partiva a notte fonda per guidare il mulo che doveva trainare la barca lungo la restera da Noventa a Salgareda, caricarla di ghiaia e tornare a Noventa. Successivamente era stato assunto nello squero dei Tonini di Fossalta dove imparò l’arte della costruzione della barche da fiume, diventando maestro d’ascia. Iniziò d apprendere il mestiere poco prima della seconda Guerra Mondiale, appena 14enne. Costruiva imbarcazioni di legno, a mano, munito di sola ascia, chiodi, e martello con cui forgiava le travi di legno. Poi il lavoro allo squero, a metà degli anni Cinquanta, iniziò a scarseggiare e allora prese la valigia e andò a lavorare a Bolzano, tornando a Fossalta nei primi anni Sessanta e continuando a lavorare come carpentiere fino alla pensione. Nel 1948, quando ancora lavorava allo squero, fece un incontro tanto insolito quanto straordinario. Mentre si trovava a riparare un’imbarcazione in zona Buso Burato, dove il Piave crea un’ansa, un uomo gli chiese se aveva un badile. Quell’uomo, scoprirà poi, era Ernest Hemingway che era in visita a Fossalta nel luogo dove la notte dell’8 luglio 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, fu ferito. E, con il badile di Giannino, Hemingway scavò la buca dove sotterrò un sacchetto contenente le schegge che lo ferirono alla gamba. Per questo suo incontro e la sua testimonianza, Giannino spesso era invitato ad incontri dove raccontava la straordinaria esperienza e da alcuni anni era ospite fisso al Premio Papa, dedicato ad Ernest Hemingway, che si svolge nel mese di luglio a Caorle.

I suoi racconti sono stati riportati su alcune pubblicazioni locali e libri. Prese parte, con una sua testimonianza, anche nel film-documentario “I bambini della Grande Guerra” di Alessandro Bettero dove raccontava alcune vicende della Prima Guerra Mondiale che sua nonna gli aveva raccontato. Da anni era ospite fisso alla Trattoria Alla Fossetta di Musile dove raccontava le sue esperienze e testimonianze al Cenacolo delle Bricole e anche a settembre alla Domenica degli artisti dove spiegava come riusciva a costruire le barche di legno senza seguire un disegno. Giannino lascia i figli Sandro (collaboratore della Nuova) Elena e Danilo. Domani alle 19.10 il rosario e sabato alle 10 il funerale nella Chiesa di Fossalta. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia