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In mille per salutare Davide sulla bara i guantoni da boxe

Folla sul prato della parrocchia per le esequie del 25enne deceduto in moto Il fratello si inginocchia davanti al feretro. Il parroco: «La comunità è unita»

VIGONOVO

Un paese intero ieri mattina si è fermato, quasi mille persone hanno partecipato ai funerali di Davide Cecchinato, il 25enne morto in un incidente in moto a Chioggia sabato sera. Il rito è stato celebrato dal parroco don Francesco Frigo, ma non in chiesa visto il grande afflusso di persone, bensì nell’area all’aperto delle strutture parrocchiali dove la protezione civile e i volontari della parrocchia hanno controllato il rispetto dei distanziamenti e delle norme anti Covid. L’ex campione mondiale di pugilato supermedi Cristian Sanavia, che allenava Davide nelle sue palestre a Vigonovo e Liettoli, ha posto ai piedi della bara bianca all’inizio della cerimonia i suoi guantoni come omaggio alla memoria del ragazzo.

Il Comune ha dichiarato il lutto cittadino per la durata della cerimonia. Era presente con il gonfalone la vicesindaco Luisa Sattin. «La grande partecipazione a questa cerimonia», ha detto il parroco, «è segnale dell’unità di questa comunità e della vicinanza di tutti al papà, alla mamma e al fratello di Davide colpiti da questa grande tragedia». Il papà di Davide, Graziano, è titolare di un’azienda di carpenteria a Galta. Davide, ha ricordato il parroco durante la cerimonia, era rimasto molto colpito dalla scomparsa della nonna e quando poteva andava a trovare in cimitero lei e il nonno.

Ieri davanti alla sua bara in lacrime c’erano il papà Graziano, la mamma Elisabetta, il fratello Alessio a cui Davide era molto legato, e tantissimi amici e parenti. C’era anche Nicoll Naja, la fidanzata di Rubano (Padova) con cui Davide era assieme da circa sei anni e con la quale in autunno sarebbe andato a convivere. Una lettera di ricordo, con apprezzamenti sulla sua grande voglia di lavorare e sulla capacità professionale, è stata letta dai responsabili della Mail Boxes, azienda per la quale lavorava Davide. Sarebbe dovuto diventare responsabile della filiale di San Giorgio alle Pertiche già nei prossimi mesi. Prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero, davanti alla bara bianca con sopra tantissimi fiori si è chinato in un momento di commozione il fratello Alessio. —

Alessandro Abbadir

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Pubblicato su La Nuova Venezia