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Aiuto cuoco di 51 anni muore in mare agli Alberoni: “Sembrava stesse facendo snorkeling”

Il corpo di Alessandro Silvestri è stato notato da alcuni bagnanti che si sono insospettiti del fatto che non vedevano il boccaglio

ALBERONI. AI bagnanti sono rimasti tranquillamente in spiaggia, passeggiando a pochi metri dal cadavere come se nulla fosse. Solo qualcuno per rispetto e con l’animo sconvolto si è rivestito ed è andato via.

Il corpo coperto da un telo bianco, accanto i soccorritori del Suem e i carabinieri e un ombrellone per proteggere dai raggi solari il morto. Sotto a quel telo bianco c’era il cadavere di Alessandro Silvestri, 51 anni, aiuto cuoco stagionale residente a Maerne di Martellago. Morto annegato davanti a quel tratto di spiaggia libera agli Alberoni.

Erano quasi le 17. C’è voluto quasi un’ora perché i carabinieri della stazione del Lido riuscissero a dare un nome a quell’uomo arrivato in spiaggia da solo.

Oggi il magistrato di turno deciderà se far svolgere l’autopsia per stabilire le esatte cause della morte. Per il medico del Suem che ne ha constatato la morte si tratta di annegamento. Accanto ai suoi effetti personali recuperati in spiaggia alcune bottiglie di birra vuote e nello zaino dei farmaci che prendeva regolarmente per curare una patologia di cui soffriva.

È morto annegato senza che nessuno se ne accorgesse. L’uomo sembrava stesse facendo snorkelling, ma dopo un po' quel corpo galleggiante nelle acque degli Alberoni ha iniziato a destare sospetti nei bagnanti che hanno chiamato i soccorsi in spiaggia. Il bagnino è arrivato, ma l'uomo era già morto. Non c'erano familiari o conoscenti nei paraggi. «Eravamo seduti sul bagnasciuga e anche noi avevamo notato quell'uomo - racconta una coppia di veneziani -. Da lontano non si vedeva se aveva il boccaglio, ma sembrava che stesse guardando il fondale». I due sono andati in acqua per fare un bagno, ma a quel punto tutti si sono accorti che il corpo non si muoveva. Racconta ancora la coppia: «Abbiamo chiamato i soccorsi e abbiamo collaborato con il bagnino a portare il corpo sulla spiaggia».

Nel bagnasciuga in diversi hanno provato a rianimare l’uomo. Dopo poco sono arrivati i Vigili del Fuoco e i sanitari del Suem. Il medico ne ha constato la morte. Alla fine i carabinieri sono riusciti a individuare il suo zainetto e il telo mare che aveva piazzato a duecento metri da dove il cadavere è stato portato a riva.

Alessandro Silvestri faceva l’aiuto cuoco stagionale a Venezia e al Lido. Durante l’anno viveva a Maerne dove lavorava al ristorante al Mattone. Aveva iniziato a lavorare ai fornelli nell’agriturismo Ca’ Delle Rondini del fratello, prima che diventasse maneggio. In paese famigliari e amici lo ricordano come una persona buona e disponibile. Lascia la mamma una sorella e il fratello.

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Pubblicato su La Nuova Venezia