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Addio a Franco Giliberto, grande visionario del giornalismo italiano

Inviato speciale della Stampa è morto a causa di un incidente stradale al Lido. Si fece chiudere in un ospedale psichiatrico per documentare le condizioni dei ricoverati

LIDO. È morto all’ospedale di Mestre il giornalista Franco Giliberto, aveva 84 anni. Era stato ricoverato 25 giorni fa, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale al Lido. Dopo poche ore dall’incidente Franco era entrato in coma e a nulla sono valsi due interventi alla testa per rimediare ai danni provocati al cervello dalla caduta sull’asfalto. 

Franco Giliberto, nato a Venezia era tornato a vivere in laguna dopo la pensione. Già legionario in Indocina ai tempi di Dien Bien Phu, è stato inviato speciale della Stampa con i direttori Ronchey, Levi, Fattori, Scardocchia, Mieli e Mauro.

Giliberto è famoso soprattutto perché primo e forse unico giornalista italiano a farsi ricoverare in un ospedale psichiatrico (Savonera-Collegno) fingendosi malato. E questo un anno prima della Riforma Basaglia. Per la sua inchiesta “Dal nostro inviato in manicomio” apparsa sulla Stampa in cinque puntate ha ricevuto un premio Saint-Vincent di giornalismo.

 

Ha scritto due libri: “Una specie di paradiso”. La straordinaria avventura di Antonio Pigafetta nel primo viaggio intorno al mondo; “Alla larga da Venezia”. L'incredibile viaggio di Piero Querini oltre il circolo polare artico nel '400. Entrambi scritti con Giuliano Piovan.

Pubblicato su La Nuova Venezia