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Ricercato precipitato in hotel Figlia raggiunta dalla madre

BIBIONE

Un giorno in più per analizzare le carte dei carabinieri. Verrà eseguita domani mattina (inizialmente era prevista per oggi) l’autopsia su Karl Neuwirth, il ricercato di 44 anni, cittadino bulgaro con residenza austriaca che, che sabato mattina nel tentativo di sfuggire all’arresto dei carabinieri, è caduto dal quinto piano del Bibione Palace Hotel da un’altezza di 25 metri. Il pm Maria Grazia Zaina vuole capire, fino in fondo, se l’uomo davvero volesse scappare oppure (anche se l’ipotesi è valutata come remota) abbia voluto suicidarsi. La figlia 17enne si trova in albergo. È stata raggiunta dalla mamma ed è aiutata da un servizio psicologico organizzato dai carabinieri di Bibione e Portogruaro. La vicenda si è chiarita nel corso della giornata di sabato, che ha visto molto impegnati carabinieri, vigili del fuoco, il Pm Zaina e il medico legale Antonello Cirnelli, tutti intervenuti sul posto.

Il personale della reception del Bibione Palace Hotel di via Taigete, ha comunicato, come da obbligo di legge all’arrivo del turista, i dati relativi alla prenotazione e all’identità degli ospiti della camera. Grazie al portale internazionale, l’uomo era risultato essere destinatario di un mandato di cattura europeo per reati contro il patrimonio.

Sabato mattina prima delle otto i militari dell’Arma sono saliti al quinto piano dell’hotel, dove si trovava la camera del ricercato. Hanno bussato, ma nessuno ha aperto. Così i carabinieri si sono fatti prestare un passeparteut. Quando i carabinieri hanno aperto la porta, Neuwirth non c’era più. Era già precipitato di sotto e nella caduta ha sbattuto la testa contro una ringhiera in ferro. L’uomo è deceduto sul colpo. Il 44enne sarebbe salito sul terrazzino e avrebbe tentato di raggiungere, arrampicandosi, il terrazzino della stanza accanto, precipitando.

Ieri è stata una giornata più tranquilla al Bibione Palace Hotel. «Da parte di tutti i clienti c’è stata molta discrezione sulla vicenda», ha riferito il titolare dell’hotel, Gianni Carrer, «la figlia resta ancora da noi ed è assistita dal nostro personale». —

r.p.

Pubblicato su La Nuova Venezia