• Home
  •  > Notizie
  •  > Si toglie la vita dopo il litigio con la fidanzata: aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio

Si toglie la vita dopo il litigio con la fidanzata: aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio

Il pm vuole chiarire come è morto Gaetano Marino, camionista di 47 anni. Esposto della sorella, lunedì l’autopsia. Residente a Massanzago, lavorava per la “fratelli Cagnin” di Scorzè

SCORZE’. Gaetano Marino, 47enne camionista nella ditta “Fratelli Cagnin” di Scorzé, siciliano di Belvedere di Siracusa da anni trapiantato a Massanzago, è morto sparandosi un colpo in bocca con una Beretta calibro 7.65.

Una morte avvenuta dopo una lite con la fidanzata bollata come suicidio quando sul posto sono intervenuti i carabinieri. Ma ora è giallo. Il pm padovano Marco Brusegan ha aperto un’inchiesta ipotizzando l’istigazione al suicidio. Un’inchiesta, per ora, senza indagati. E intanto sempre il magistrato ha sottoposto a sequestro la pistola e l’appartamento in cui l’uomo abitava a Massanzago.

Lunedì sarà eseguita l’autopsia, a breve sarà acquista la registrazione della telefonata al 112 partita da un cellulare per chiedere l’intervento di un’ambulanza, purtroppo rinutile. Come mai l’improvviso cambio di rotta? A provocarlo è stato un esposto firmato dalla sorella della vittima.

«Conoscendo il suo profondo amore per la vita, la sorella è convinta: Gaetano non si sarebbe mai suicidato. Aveva vissuto momenti difficili nel corso della sua esistenza, che ha affrontato con coraggio e determinazione» conferma il penalista Di Mauro.

Che cosa è davvero accaduto domenica quando la tragedia si è consumata intorno alle 18.15? Qual è stato il motivo della lite – se lite c’è stata – con la compagna 40enne, una relazione iniziata pochi mesi fa e una convivenza di appena qualche settimana?

E ancora: perché era presente un amico della donna, un 45enne siciliano residente a Scorzé, che sarebbe intervenuto durante la discussione? Forse Gaetano ha avuto una reazione per gelosia? Forse ha scoperto qualcosa di spiacevole e, deluso, ha pensato al gesto estremo? O c’è dell’altro?

Domenica il pranzo si era prolungato fino alle 16.30: intorno alla tavola, oltre al padrone di casa, la compagna e l’amico, con un’altra coppia.

Questi ultimi se ne vanno e i tre restano soli. Secondo la convivente e il suo amico senza un motivo apparente i toni si alzano, a quel punto Gaetano avrebbe preso con sé il borsello, dove custodiva la pistola ereditata dal padre pur non avendo il porto d’armi, e si sarebbe diretto in garage. L’amico di lei lo avrebbe raggiunto, poi la colluttazione tra i due perché l’uomo avrebbe tentato di sottragli l’arma.

Ancora: Marino sarebbe risalito nell’appartamento discutendo di nuovo con la compagna e l’amico, quindi con il calcio della pistola – è sempre la versione dei testimoni – avrebbe colpito la donna al volto procurandole un taglio. In lacrime si sarebbe rifugiato in cucina, lei sarebbe corsa in camera decisa ad andarsene.

L’epilogo? Il suicidio di fronte all’imminente abbandono. Una versione alla quale non crede neppure l’ex moglie con la quale aveva avuto un divorzio burrascoso.—

Pubblicato su La Nuova Venezia