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Scivola per 150 metri durante l’escursione muore a 50 anni sotto gli occhi degli amici

Annamaria Nerosi, ex manager del calzaturiero, era originaria di Spinea e viveva a Erto. L’ultimo selfie su Fb, poi la tragedia

VAL DI ZOLDO

Un sorriso prima di precipitare. Annamaria Nerosi, 50 anni, originaria di Spinea e residente ora a Erto e Casso dopo aver abitato anche nel Padovano, a Sant’Eufemia di Borgoricco, era un’alpinista appassionata. E ogni volta che riusciva a raggiungere una vetta, la ex manager nel comparto del calzaturiero, ora alla guida di un b&b a Erto, sprizzava un entusiasmo contagioso e ci poteva scappare un selfie, magari insieme ai compagni di arrampicata. Era successo anche ieri pomeriggio, in cima agli Sfornioi, in Val di Zoldo. Fuori il cellulare e una fotografia insieme agli amici Roberto Furlanetto e Ilario Camatta. Non erano ancora le 14 quando la titolare del bed and breakfast ertano La Voce del Tempo è scivolata, cadendo per 150 metri e perdendo la vita.

Un politrauma pesantissimo, sofferto tra le rocce, che non poteva lasciarle possibilità di sopravvivere alla manager. Tanto spaventati quanto addolorati, i due uomini non hanno potuto fare niente per lei, a parte chiamare il 118, attaccati a una speranza sottile che Annamaria potesse essersi fatta solo tanto male e magari avesse perso i sensi, perché non rispondeva ai loro appelli. Devono averla chiamata chissà quante volte, con un tono sempre più disperato, ma nessun segnale da laggiù. I tre erano partiti al mattino e tutta la storia della loro escursione è immortalata sul profilo Facebook della donna, forse anche per rassicurare la figlia di 16 anni. Si parte con il messaggio «Verso i due gendarmi dal Cibiana Cima Giovane montagna 2220» e si va avanti fino pochi minuti prima della tragedia, con fotografie sempre più spettacolari delle Dolomiti zoldane. La grande soddisfazione sta tutta in quel sorriso a quota 2425, Sfornioi di Mezzo. Sotto al post, i primi commenti degli amici sono entusiastici, ma da un certo momento in poi solo lacrime e dolore.

La chiamata al 118 è arrivata subito dopo la scivolata dalla cresta. Nerosi ha perso l’equilibrio per ragioni che solo Furlanetto e Camatta potranno raccontare, una volta superato lo shock, ed è precipitata in un volo che sembrava senza fine. L’elicottero del 118 è decollato da Pieve di Cadore ha ricevuto indicazioni molto precise sul luogo. Grazie alle coordinate, è stato velocemente individuato il punto in cui si trovavano Furlanetto e Camatta. È bastato abbassarsi sulla verticale per vedere il corpo di Annamaria Nerosi, circa 150 metri più a valle. I soccorritori sono stati sbarcati con un verricello di 60 metri e, prima di tutto, hanno allestito un ancoraggio. È stato necessario calarsi per un’altra trentina di metri per raggiungere la donna, insieme al medico legale, che non ha potuto che constatarne il decesso. Troppo gravi le ferite. Con il nulla osta del magistrato di turno, la salma è stata ricomposta e imbarellata, prima di essere recuperata con lo stesso verricello e, in un secondo momento, trasportata fino a Pontesei, dove attendeva il carro funebre. Erano pronti a intervenire anche gli uomini del Soccorso alpino di Val di Zoldo e Longarone. Sempre nel pomeriggio, l’ex marito ha raggiunto Val di Zoldo per il riconoscimento della salma. Dovrebbe essere sufficiente l’ispezione cadaverica prima del via libera alla fissazione della data del funerale. —

Pubblicato su La Nuova Venezia