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Tragedia al Bauer, un nuovo sopralluogo

Ricostruito il percorso del giovane. Oggi l’incarico per l’autopsia per capire se la vittima avesse assunto sostanze

VENEZIA

Hanno controllato la stanza dove era alloggiato il ragazzo. Poi passo dopo passo hanno ripercorso il tragitto che il 22enne deve aver fatto per raggiungere il l’unto da dove è caduto. Ieri sopralluogo degli agenti della Squadra Mobile con il dirigente Giorgio Di Munno, all’Hotel Bauer, dove nella notte tra lunedì e martedì, è morto in seguito ad una caduta un 22enne slovacco, ospite dell’albergo insieme a due amici. Per la polizia rimane un incidente causato dal fatto che la sera i ragazzi avevano trascorso diverse ore a festeggiare bevendo parecchio alcol. La caduta sarebbe stata causata dallo stato alterato, dovuto all’alcol, del giovane.

Oggi verrà conferita dal pm che coordina le indagini, Patrizia Ciccarese, l’autopsia. Esame che viene svolto non tanto per capire quali siano stati i traumi mortali, ma per verificare se il giovane aveva pure assunto delle sostanze stupefacenti nelle ore precedenti la morte. Il mix droghe e alcol scatena, molto spesso, reazioni imprevedibili.

L’episodio del Bauer ricorda quello dello studente padovano morto in gita, con i compagni di classe, all’Expo di Milano nel 2015. Alla fine non venne individuata nessuna responsabilità, "fu un fatto accidentale". Dopo un'inchiesta durata due anni tondi, il gip di Milano decise di archiviare l'indagine sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente padovano di 19 anni che il 10 maggio 2015, in gita a Milano per visitare Expo, precipitò dal quinto piano dell'hotel dove alloggiava con i suoi compagni di scuola. Per il giudice la sua morte fu dovuta a una caduta accidentale legata anche al fatto che il ragazzo era parecchio ubriaco.

Sono da poco passate le 8 di lunedì quando scatta l’allarme al Bauer. Un dipendente nota il corpo inanimato di un giovane sul pavimento del cortile interno dell’hotel. È il cortile dove terminano le scale di sicurezza antincendio. Quel ragazzo a terra indossa solo mutante e maglietta. È uno dei tre giovani slovacchi che sono ospiti in due stanze al quinto piano. Purtroppo per lui non c’è più nulla da fare. Il medico del Suem intervenuto sul posto non può fare altro che constatarne la morte. Arrivano gli agenti delle volanti e anche i vigili del fuoco per capire cosa sia successo. Poco dopo vengono svegliati i due amici arrivati con il ragazzo morto. All’inizio non viene scartata nessuna ipotesi: dal coinvolgimento di altre persone al gioco fatale, dal suicidio a un incidente.

Poi con il passare del tempo prende sempre più corpo la pista dell’incidente in seguito a condizioni psicofisiche critiche del ragazzo. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia