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Carbonizzato in garage il pm dispone la perizia

SPINEA

C’è attesa per l’esito dell’autopsia effettuata ieri sul corpo del 45enne di Spinea rimasto carbonizzato dopo l’una di notte di giovedì in seguito all’esplosione nel garage dei genitori al Villaggio dei Fiori. L’esame dovrà dare alcune risposte agli inquirenti su cos’abbia respirato l’uomo ed, eventualmente, quali sostanze siano state usate. L’ipotesi del suicidio resta la più accreditata – in passato la vittima aveva già provato a farla finita sempre a Spinea – ma non si tralasciano altre cause. Sembra che l’uomo soffrisse da tempo di depressione, da cui non riusciva a liberarsi. Era seguito dal Centro di salute mentale (Csm) e dal Servizio d’integrazione lavorativa (Sil).

Intanto il pubblico ministero di turno Laura Cameli darà l’incarico per effettuare la perizia tecnica per capire come si sia innescato il fuoco. Carabinieri e vigili del fuoco non hanno trovato inneschi e c’è, dunque, da capire da dove sia nato l’incendio. Dalle testimonianze raccolte, dopo il botto avvenuto nell’autorimessa distaccata dal condominio dove abitano i genitori, si sono udite delle grida, seguite dal silenzio. Quando sono arrivati i militari dell’Arma, i pompieri ed i medici, per il 45enne non c’erano più speranze. È stato trovato carbonizzato. L’uomo abitava da solo nel palazzo a fianco a quello del papà e della mamma. Il boato provocato dal botto è stato sentito da tutto il vicinato. La vittima era padre di una bambina avuta dall’ex compagna. La relazione era finita qualche anno fa. —

Pubblicato su La Nuova Venezia