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Esplosione in un garage in piena notte trovato il corpo di un 45enne carbonizzato

Boato al Villaggio dei fiori, forse utilizzati dei solventi. L’uomo abitava lì vicino e soffriva di problemi depressivi

SPINEA

Un boato squarcia la fredda e gelida notte del Villaggio dei Fiori a Spinea. Un botto che fa volare via la porta in lamiera. E da quel garage di viale Viareggio escono fiamme ma, soprattutto, le grida di una persona.

Quella persona è un uomo di 45 anni, residente nel quartiere, rimasto carbonizzato nonostante i soccorsi arrivati sul posto in pochi istanti. Hanno provato a salvargli la vita i medici del Suem, i vigili del fuoco e i carabinieri ma quando sono entrati nell’autorimessa, si sono trovati davanti a un corpo senza vita.

Cosa sia successo esattamente ieri poco dopo l’1 di notte saranno le indagini a stabilirlo. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, il suicidio sembra l’ipotesi più probabile.

Il 45enne aveva provato a togliersi la vita già nell’agosto del 2014, tentando di lanciarsi dall’ottavo piano di un condominio nella vicina piazza Cortina. Allora erano state le forze dell’ordine a convincerlo a desistere dopo mezz’ora di trattative. Stavolta potrebbero essere riuscito nel suo intento. Non sono stati trovati biglietti, ma si sa che l’uomo stava vivendo un periodo di forte depressione.

Il dramma si è consumato nel popoloso quartiere del Villaggio dei Fiori, dove si trovano diverso palazzoni.

In questo angolo di viale Viareggio abitava la vittima e, in un palazzo confinante, i genitori. Il 45enne è entrato proprio nel garage del papà e della mamma, distaccato dal resto dei fabbricati.

Qui è avvenuta una forte esplosione provocata dall’incendio, che ha svegliato decine di condomini. Inevitabile la chiamata ai carabinieri e ai pompieri, giunti da Mestre con un’autopompa, un’autobotte, l’autoscala e nove operatori. C’è chi, come Mirco Perale con la terrazza proprio davanti al garage, si è rotto un braccio scivolando sull’asfalto nel tentativo di far raggiungere il più in fretta possibile il luogo della tragedia alle forze dell’ordine.

Nel frattempo l’incendio minacciava le costruzioni vicine e, non senza difficoltà, sono state domate le fiamme. All’interno si temeva la presenza di una persona; i timori si sono concretizzati quando i pompieri e l’Arma hanno trovato il corpo dell’uomo, a terra, ricurvo. Il 45enne potrebbe avere usato dei solventi o delle vernici, ma anche questo è un dettaglio che avrà una risposta solo con il prosieguo delle indagini. La perizia dei vigili del fuoco sull’innesco delle fiamme e la autopsia sul corpo chiariranno se lo spinetense è rimasto vittima di un tragico incidente o di un gesto volontario. Del resto l’uomo soffriva di problemi depressivi ed era seguito dal Centro di salute mentale (Csm) e dal Servizio d’integrazione lavorativa (Sil). Abitava solo, a pochi metri di distanza dai genitori.

Il magistrato ha disposto l’autopsia mentre sarà la perizia dei vigili del fuoco intervenuti sul posto a cercare di chiarire quali materiali siano stato usati per scatenare l’incendio e da dove siano partite le fiamme. —

Pubblicato su La Nuova Venezia