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L’autopsia ha rivelato un vero massacro Moses ha infierito sul volto di Victoria

Concluso l’esame del medico legale. Le ferite mortali al collo e al torace: la donna colpita 20 volte, anche con un punteruolo

/ concordia

Si fa prima a dire quali parti del corpo di Victoria Osagie, non aveva ferite. Venti, tra coltellate e “pugnalate” inferte con punteruolo e cacciavite, sono sparse dal viso al ventre ma anche sulla schiena del giovane corpo della mamma 34enne, uccisa sabato 16 gennaio a Concordia Sagittaria dal marito Moses Osagie, 41 anni, nigeriano come la moglie.

Ieri il medico legale Antonello Cirnelli ha concluso l’autopsia iniziata sabato con la tac eseguita su tutto il corpo.

UN MASSACRO

Solo così si può definire l’azione dell’uomo sul corpo della donna. Una violenza inaudita quella con cui il marito si è scagliato sulla moglie. Infatti se non bastavano i colpi inferti con il coltello e gli altri oggetti, ha usato pure le mani per colpirla al volto e spezzarle il collo. Ha numerose ecchimosi. Le ferite mortali al collo e al torace. Quelle inferte dal coltello si connotano per la rotazione della lama sul suo asse principale.

E poi, quasi a voler cancellare l’immagine della donna, quell’ultima coltellata che ha devastato il volto di Victoria. Tutto questo Moses Osagie lo ha fatto davanti ai tre figli. L’uomo quando ha agito, scondo quanto accertato era ubriaco e a scatenare la sua violenza il fatto che accusava la moglie di avere una relazione extraconiugale.

Da oltre un anno lei era vittima delle sue violenze e non solo verbali. Per due volte era pure ricorsa alle cure dei sanitari in ospedale a Portogruaro.

I TESTIMONI

L’autopsia conferma quanto già ricostruito dai carabinieri di Portogruaro e dal pm Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone, anche grazie al racconto dei testimoni. Con la coppia, infatti, conviveva il connazionale Jacob Kinsley. Quel sabato sera nella casa di via Pellico c’è anche Jacob Airen, ospite di Kinsley per guardare la tv.

Airen ha cercato di disarmare Moses ed è rimasto ferito alla mano, mentre Kinsley ha cercato di proteggere Victoria, ma Moses lo ha spintonato con la forza.

I RACCONTI

Airen ha raccontato ai carabinieri di aver visto Moses afferrare la moglie con la mano sinistra per la maglia del pigiama mentre con la destra la colpiva ripetutamente con pugni alla testa e al viso. In quel momento Victoria ha detto al figlio più grande di chiamare anche Kinsley. Airen ha spiegato che da solo non ce la faceva a fermare Moses, molto più grosso. I due sono riusciti a immobilizzare Moses dando a Victoria il tempo di scappare. Ma è stato inutile. La donna è scesa in strada tamponandosi il sangue che usciva da una ferita alla spalla. Chiedeva aiuto. Poi viene raggiunta dal marito che la trascina in casa dove finisce la mattanza. Kinsley presa in braccio la più piccola dei tre figli, porta in salvo i figli della coppia. Un vicino ha aiutato Kinskey e i bimbi a scappare, dando loro indicazioni sulla via di fuga. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia