• Home
  •  > Notizie
  •  > Legale nominato curatore speciale dei bambini

Legale nominato curatore speciale dei bambini

Difenderà gli interessi dei tre figli nel processo contro il marito uxoricida. Domani o lunedì l’autopsia sul corpo di Victoria

/ concordia

Delitto di Concordia, mentre Il gip Rodolfo Piccin ha nominato curatore speciale dei tre bambini l’avvocato Valentina Arcidiacono, il Tribunale dei Minori di Trieste, non ha ancora deciso a chi affidare gli stessi bimbi rimasti orfani di madre dopo che il padre Moses Osagie, 41, ha ucciso a coltellate la moglie Viktoria Osagie, di 34 anni.

Sono due le persone che, per il momento, hanno dimostrato una certa disponibilità a prendersi carico dei bambini. Una è la zia, sorella del padre, che abita a Como e l’altra è una zia della madre, residente nella zona di Bologna. Non ci sono altri parenti stretti L’affidamento dei bambini non sarà una cosa semplice. Anzi. Anche perché non dovranno essere separati. Per ora sono in gestione ai servizi sociali del Comune che li ospitano in una casa famiglia.

Ieri mattina il Gip ha nominato l’avvocato Valentina Arcidiacono curatore speciale dei tre bambini. Sarà il legale pordenonese a tutelare gli interessi dei bambini, durante tutte le fasi del processo. Ad iniziare dalla nomina di un medico legale che assisterà come perito di parte all’autopsia.

AUTOPSIA

Questo esame è in programma domani o al più tardi lunedì. Il pm Carmelo Barbaro ha incaricato il dottor Antonello Cirnelli di eseguire l’autopsia. Il medico legale dovrà stabilire quanti colpi il marito ha inferto sul corpo della moglie e con quali oggetti. Infatti l’uomo avrebbe colpito con un coltello da cucina, un punteruolo e un cacciavite. Gli è stato chiesto di stabilire quante delle ferite inferte erano mortali e se la donna è stata picchiata prima dell’accoltellamento.

UNA CARNEFICINA

Quello che fino a oggi hanno rilevato carabinieri di Portogruaro e medico legale, intervenuti sul posto, consente di ricostruire un delitto atroce commesso con ferocia inaudita. E per di più davanti a due dei tre figli minori. Una ricostruzione che spazza via, senza dubbi, la versione che l’uomo, difeso dall’avvocato Sergio Gerin, ha fornito al Gip durante l’interrogatorio di garanzia. Moses ha raccontato di aver ferito la moglie mentre tentava di disarmarla del coltello che la donna impugnava mentre lo minacciava durante l’ennesima lite scoppiata perché lui, oramai da oltre un anno, l’accusava di tradirlo.

Il delitto è avvenuto sabato scorso. Due altri nigeriani, uno convivente con la coppia, l’altro un amico di quest’ultimo hanno cercato di fermare l’uomo, ma non ci sono riusciti. Tra le altre cose l’assassino era anche ubriaco.

Ora dice di non ricordare molto di quanto accaduto. In realtà subito dopo il delitto ha cercato di far sparire le armi usate. Ha lavato il coltello da cucina riponendolo nel cassetto delle posate e ha lanciato fuori dalla finestra in cortile il punteruolo e il cacciavite usati per la mattanza. È stato il bambinoa indicare ai carabinieri dove il ladro aveva messo il coltello. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su La Nuova Venezia