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Investito da un treno muore sessantenne Mistero sull’incidente

Il corpo dell’uomo, un albanese residente in città, trovato in via della Libertà. Si cerca il convoglio che l’ha colpito

L’uomo era riverso a terra, lungo il binario e dal lato della strada. Ad accorgersi del corpo inanimato il personale di un treno che da pochi minuti aveva lasciato la stazione di Santa Lucia. Sono le 8.30 di ieri mattina quando in via della Libertà all’altezza della fermata Actv e della vecchia cassa cantoniera abbandonata, arrivano gli agenti della polizia ferroviaria di Mestre. Una volta saliti sulla massicciata non possono far altro di constatare che quel corpo inanimato è un cadavere. Ha un piede tranciato e delle ferite alla testa. Gli agenti frugano nelle tasche degli abiti modesti che vestono l’uomo. Cercano i documenti. Trovano una carta d’identità intestata ad un albanese di 60 anni residente a Venezia, regolare e certificato penale pulito.

Per compiere i rilievi, svolgere un primo sopralluogo cadaverico, viene chiuso al traffico il collegamento ferroviario tra Mestre e Venezia. Resterà chiuso, con conseguenti disagi, fino alle 11.30.

È l’inizio di un giallo dalle tante domande, dalle poche risposte e da altrettante certezze. Come succede in questi gli investigatori della Squadra Mobile a cui la pm di turno Paola Tonini ha affidato lei d’agonia, si inizia dal profilo della vittima, in quanto testimoni non ce ne sono per dire, o anche solo per ipotizzare, che l’uomo si è suicidato o è stato investito accidentalmente da un convoglio.

I rilievi hanno consentito di stabilire che lo straniero non è stato investito sul binario, altrimenti di lui sarebbe rimasto ben poco. E quindi gli inquirenti ipotizzano che sia stato colpito lateralmente da un convoglio non ancora individuato. La morte risalirebbe alla notte di sabato. È fondamentale per ricostruire la dinamica dell’investimento sapere quale treno ha causato la morte dell’uomo. Per questo dovranno essere incrociati i dati dei treni in arrivo e in partenza da Venezia e i binari usati, in corrispondenza dell’orario della morte che verrà stabilita durante l’autopsia eseguita dal medico legale. Una volta individuato, se sarà possibile, il convoglio si cercheranno eventuali tracce su vagoni e locomotiva, dell’investimento. Fino a ieri sera, nessun ferroviere di treni arrivati o partiti da Santa Lucia ha segnalato episodi anomali nel tratto dove è stato trovato il cadavere.

In quel punto non è la prima volta che avvengono investimenti mortali. Per anni infatti ma casa cantoniera che si trova dall’altra parte della massicciata era usata come rifugio da senzatetto. La raggiungevano di sera attraversando i binari senza controllare l’arrivo di treni. Anche perché, molte volte, erano ubriachi.

La pm di turno Paola Tonini ha chiesto di stabilire con certezza l’identità dell’uomo, attraverso le impronte digitali. Sapendo chi è veramente chi questo uomo si potrò capire cosa ci faceva lungo quella massicciata. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia