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Sinopoli morto dopo il pestaggio Ma il processo è solo per lesioni

Per i consulenti del pm il decesso ad aprile dell’ex direttore di banca non è causa dell’aggressione Ieri niente requisitoria nell’udienza preliminare, il giudice chiede un fascicolo con le nuove accuse

Non possono esistere due fascicoli diversi sullo stesso fatto e con gli identici indagati, così ieri il giudice veneziano Alberto Scaramuzza ha chiuso l’udienza preliminare per l’aggressione a Gabriele Sinopoli rimandando il fascicolo con l’accusa di lesioni volontarie gravi al pubblico ministero Stefano Buccini, che dovrà chiudere, chiedendo l’archiviazione di quello per omicidio preterintenzionale aperto dopo la morte in ospedale della vittima e, quindi, chiedere nuovamente il processo per i sei indagati per lesioni volontarie. Sorpresa ieri per questa conclusione dell’udienza, visto che tutti attendevano la requisitoria del rappresentante dell’accusa nei confronti del 23enne Giuseppe De Simone, accusato di essere stato colui che avrebbe dato i colpi più violenti a Sinopoli, mentre gli altri cinque indagati (Marco Seibessi, 31 anni; Sebastian Troiani, 28 anni; Antonio Marigliano, 20 anni e Andrea Campagna, 26 anni, tutti residenti a Marghera, e Giuseppe Bartolo, 31 anni, di Zelarino) sono accusati di aver concorso con il loro comportamento al reato. Il pm avrebbe dovuto chiedere le pene per i sei e poi avrebbero dovuto intervenire i difensori. Comunque, l’avvocato Emanuele Fragasso, per i parenti di Sinopoli costituiti parte civile, ha presentato una memoria con le conclusioni del suo consulente: il medico legale di parte ritiene che il decesso in ospedale della vittima sia strettamente legato alle percosse subite e quindi il reato da contestare dovrebbe essere quello di omicidio preterintenzionale. Nell'autunno del 2012 l'unico a finire agli arresti domiciliari era stato De Simone proprio perché ritenuto l'unico ad aver colpito il consulente finanziario mestrino mentre stava rientrando a casa in Riviera XX Settembre assieme alla sorella. Il pm Buccini aveva chiesto per tutti i giovani il rinvio a giudizio per lesioni volontarie gravi, contestando loro il concorso morale con De Simone. Insomma, era stato soltanto lui a colpire la vittima prima e dopo che aveva parcheggiato la sua automobile, ma gli altri erano con lui intorno all'auto prima, sferrando calci e pugni alla carrozzeria, e anche dopo, all'interno del cortile.

Sinopoli era stato aggredito nella notte tra il 2 e 3 settembre di due anni fa in via Verdi, dopo 19 mesi è deceduto all'ospedale dell'Angelo. Ma il medico legale Antonello Cirnelli e il neurologo Antonio Baldi, consulente della Procura, nelle conclusioni alle quali sono giunti sostengono che la morte di Sinopoli non è stata causata dalle conseguenze dell'aggressione. A provocare il decesso sarebbe stato «l'insufficienza multiorgano» in seguito a una serie di gravi patologie di cui la vittima aveva sofferto in precedenza, il trapianto del fegato, un infarto, un blocco renale.

Giorgio Cecchetti

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Pubblicato su La Nuova Venezia