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Giovedì altri due casi nella Marca

Un operaio di 26 anni e una giovane di 21 affetti dal mal di vivere

TREVISO. Insieme non arrivavano al totale di cinquant’anni. Giovedì è stata una giornata tragica in tema di suicidi: due ragazzi trevigiani hanno deciso di togliersi la vita: una ragazza di 21 anni ed un operaio di 26, a poche ore l’una dall’altro. Depressione e male di vivere all’origine degli estremi gesti.

Quando il suo corpo è stato scoperto in auto, privo di vita a causa di un colpo di pistola, si era ipotizzato un omicidio. Ma l'arma vicina e una lettera d'addio alla sua famiglia hanno presto chiarito cosa era accaduto. Lui, 26 anni, operaio della Doria di Orsago, aveva deciso di farla finita, lontano da tutto e da tutti, sconfitto dal male di vivere. Il cadavere è stato rinvenuto nella vettura posteggiata nel parcheggio vicino all'ecocentro di Albina di Gaiarine.

Lei invece si è tolta la vita a soli 21 anni, travolta dalla crisi depressiva. È accaduto l'altra sera a Volpago del Montello. Vittima una ragazza che da vari anni era in cura per crisi depressive ed era seguita anche dai servizi sociali del Comune.Il male di vivere la attanagliava da alcuni anni, tanto che era seguita dai servizi dell'Usl 8 e frequentava il centro diurno di Pederobba.Ma l'altra sera non ce l'ha più fatta. Si è impiccata in cucina, nella casa dove viveva con la mamma. A trovarla, allarmati perché non la vedevano da un po', sono stati i famigliari. Come hanno aperto la porta della cucina hanno fatto la tremenda scoperta. Inutile ogni tentativo di salvarla.

In Europa il suicidio è la seconda causa di morte tra gli adolescenti e la prima tra i giovani dai 25 ai 34 anni. Nel 2012 138 giovani (111 maschi e 27 femmine) sotto i 25 anni si sono uccisi, l'incidenza è arrivata al 5,1 su 100 mila ragazzi. Nel 2013 invece 149 persone l'hanno fatta finita per motivazioni economiche, stando al rilevamento compiuto dal laboratorio di ricerca Link Lab. «È difficile esaurire la riflessione in pochi minuti», spiega la psicologa Nicoletta Regonati, che opera alla cooperativa “Una casa per l’uomo” di Montebelluna, «La prima cosa che mi viene da dire è che i suicidi non sono cosa dei nostri giorni, in realtà esistono da sempre. Sono però in aumento quelli dell'età giovanile e adolescenziale». «Dobbiamo pensare che incidano molti fattori: ci sono motivi personali, familiari, culturali», continua l'esperta, «Stiamo attraversando un momento storico non facile da cui scaturiscono insicurezze, mancanza di speranza nel futuro e anche una forte competizione».

Pubblicato su La Nuova Venezia