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Tragedia di Marcon, un mazzo di fiori per Cacco: «Non si può far finta di nulla»

Il gesto simbolico del commerciante Calzavara davanti alla fonderia Flag dove mercoledì è morto l’operaio di 49 anni. Indagano gli esperti dello Spisal

MARCON. Dei fiori per ricordare Michele Cacco. Ieri a mezzogiorno, il commerciante Doriano Calzavara ha affisso un mazzo sul cancello della fonderia Flag di via Mattei 4, dove mercoledì il 49enne operaio di Marghera ha perso la vita schiacciato da una porta da forno in ferro del peso di una tonnellata.

Calzavara è titolare di un’erboristeria all’interno del Valecenter (davanti proprio alla Flag) e conosceva quell’operaio.

«Mi sembra giusto ricordarlo» spiega il suo gesto Calzavara «perché non deve essere dimenticato. È successo davanti a noi, non possiamo fare finta di nulla. Conoscevo Michele; lavoro qui da tanto tempo e bene o male, gli operai della fabbrica passano per il centro commerciale per fare la spesa». Calzavara ha attraversato via Mattei sulle strisce e all’altezza dello spartitraffico si è inginocchiato.

«Lavoriamo per vivere e non per morire» dice genuflesso. Poi si è diretto verso la fabbrica. Sul posto era presente anche la polizia locale ma non c’è stato alcun problema di traffico o di ordine pubblico.

Proseguono intanto le indagini per capire cosa sia successo l’altro ieri poco mezzogiorno; anche ieri alla Flag c’erano gli esperti dello Spisal per fare ulteriori accertamenti e stabilire l’esatta dinamica. Al momento la salma non è a disposizione dei familiari e prima di avere la data del funerale servirà altro tempo. Si sa che al momento della tragedia Cacco era solo nel reparto di manutenzione.

Di lì a poco avrebbe staccato per andare in pausa pranzo e raggiungere altri colleghi. Qualcuno ci aveva scambiato due parole pochi istanti prima. La porta era stata appoggiata a dei cavalletti termosaldati per consentire a Cacco di sistemarla. A quel punto è caduta finendo addosso all’operaio all’altezza della testa e del torace, non lasciandogli scampo. Quando i medici del Suem sono arrivati sul posto, per Cacco non c’erano più speranze di salvarlo. Subito gli inquirenti hanno ascoltato i colleghi e i titolari della fonderia per cercare di capire se l’intervento avesse rispettato tutte le regole di sicurezza e se si potesse eseguire con l’ausilio di un solo uomo.

Inoltre il 49enne era considerato un esperto in materia, avendo lavorato per anni nel settore. A queste domande dovranno dare una risposta i tecnici e servirà ancora del tempo per avere il quadro completo. La morte di Cacco, che aveva festeggiato il compleanno il 27 settembre, abitava a Marghera ma in precedenza era stato residente a Casale sul Sile, nel Trevigiano, e alla Cipressina di Mestre. Qui ha lasciato ancora tanti amici, increduli per quanto successo; molti lo ricordano per la sua passione per il calcio e i trascorsi, seppur parecchio tempo fa, nella squadra del Trivignano. Cacco lascia la compagna, una figlia e gli anziani genitori. —

 

Pubblicato su La Nuova Venezia