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Venerdì l’addio ad Alessio, indagini sullo schianto

Nulla osta alla sepoltura, i carabinieri al lavoro per accertare la dinamica. Un mazzo di fiori sul luogo della tragedia

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L'ultimo commosso saluto ad Alessio Bragato sarà venerdì alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Ponte Crepaldo. Il rosario sarà celebrato alle 20 sempre nella parrocchiale San Giovanni Bosco. I familiari hanno concordato la data con le onoranze funebri Gusso dopo il rilascio del nulla osta seguito ai primi accertamenti.

Il 22enne è morto nel tragico incidente stradale di sabato notte sulla provinciale 56, immersa nella nebbia, dove è uscito di strada in circostanze ancora oggetto di accertamenti da parte dei carabinieri. I genitori, Alfio e Stefania, e lo zio Michele a lui molto legato, si rivolgeranno ora a un legale di fiducia per tutelarsi in questa fase di approfondimento per escludere altre possibili cause.

I carabinieri hanno effettuato una serie di misurazioni per la ricostruzione della dinamica. L'auto sulla quale viaggiava il giovane, una Citroen C3, ha invaso la corsia opposta di via Cirgogno piombando con la parte posteriore nel fossato lungo la strada. La fuoriuscita è avvenuta intorno all'una di notte. Solo la mattina di domenica verso le 6 il padre Alfio e gli amici, dopo disperate ricerche, hanno trovato l'auto nel fossato.

Il padre stesso si è accorto dell'auto e ha trovato Alessio che ancora respirava, ma è morto poco dopo mentre i sanitari tentavano di salvarlo. Ora Alfio e Stefania sono chiusi nel loro dolore e così la comunità di Ponte Crepaldo. Lo zio Michele ha espresso a nome della famiglia dei dubbi sulla dinamica: «Consideriamo tutte le ipotesi, dalla nebbia che impediva la visibilità alla eventualità che un veicolo possa essere uscito improvvisamente dalla stradina che interseca la provinciale e lo abbia distratto o colpito. Alessio era un ragazzo con la testa sulle spalle, era appena partito dall'abitazione di alcuni amici a 500 metri di distanza dal luogo dell'incidente. E poi non riusciamo a capire come l'auto sia potuta piombare nel fossato con la parte posteriore. Certo, un guardrail in quel punto poteva salvarlo».

I consiglieri comunali Costante Marigonda, che è anche consigliere metropolitano, Maria Carla Midena e Giuliano Fogliani hanno raccolto questo appello e anche Romina Laugeni dell'associazione "Alba, Luci sulla buona strada" ha invitato Comune, Città Metropolitana e Regione e valutare tutte le strade in cui sia necessaria maggiore protezione con guardrail e potenziamento della segnaletica stradale ai fine della sicurezza. —

Giovanni Cagnassi

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Pubblicato su La Nuova Venezia