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Addio al partigiano Bianco, anima della Resistenza

Lido , è morto Gamacchio, 97 anni. Portabandiera dei valori antifascisti, raccontava l’orrore della guerra  

LIDO. Viveva immerso in quei ricordi e portava avanti ogni giorno i valori antifascisti della Resistenza. Martedì 3 novembre a 97 anni è mancato Giordano Bruno Gamacchio, conosciuto come il partigiano “Bianco”. A causa di un’improvvisa emorragia cerebrale Gamacchio si è spento in tre giorni. La moglie Maria e le sorelle Alberta e Manuela ne hanno dato la triste notizia con l’Anpi, ricordandolo come un uomo speciale che raccontava ogni giorno le storie di quel periodo intenso della sua vita.

Gamacchio lavorava come motorista all’aeroporto quando a 20 anni, nel 1944, viene prelevato dai tedeschi, interrogato e portato in carcere a Santa Maria Maggiore perché non aveva ancora l’esonero che gli avrebbe permesso di non partire in difesa della Repubblica Sociale Italiana. Una volta arrivato il documento, trova lavoro a Meduna di Livenza dove c’è una pista di atterraggio, ma anche un gruppo di partigiani ai quali si unisce, mantenendo sempre il lavoro di copertura da motorista.

In un’intervista rilasciata all’Anpi, con cui aveva sempre collaborato tanto che era attualmente revisore dei Conti, il partigiano racconta dell’orrore che ha visto durante la guerra, come i lavoratori impiccati dalle Brigate Nere. È il periodo in cui nascono le Brigate dei partigiani, come le Furlan e Osoppo, e il contributo di Gamacchio è soprattutto collegato al lavoro di motorista.

«Fino all’ultimo ha auspicato l’unità di tutte le anime della sinistra, come unica via di uscita» ricorda l’Anpi. «Sinistra che lo vide giovane segretario della Sezione PCI del Lido che volle intitolare a Sandro Gallo, il comandante Partigiano “Garbin” ucciso dai nazisti in Cadore, per il quale aveva una grandissima ammirazione. L’antifascismo era la sua vita, animata da due forti passioni: la politica e la bicicletta. Grande atleta, attraversò tutti i passi delle nostre dolomiti e fondò l’Unione Ciclisti Lido, tutt’oggi attiva».

Tornato a Venezia, Gamacchio porta la sua esperienza al Lido, diventando uno dei punti di riferimento dell’isola. L’Iveser lo ricorda con grande affetto: «Era sempre presente e molto attivo» ricorda Marco Borghi. «Ha sempre praticato l'antifascismo con una coerenza ammirevole. Quando c’era da discutere e da decidere lui c’era, a dimostrazione del suo impegno civile a cui non si è mai sottratto». —

 

Pubblicato su La Nuova Venezia