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L’abbraccio di Romina Laugeni alla madre della giovane vittima

La mamma di Riccardo, morto con i tre giovani l’anno scorso a Jesolo ha voluto incontrare ieri la donna: «Bisogna reagire, troppi lutti»  

la denuncia

Un’altra giovane vita spezzata e una mamma coraggio che accorre in aiuto di un’altra famiglia distrutta dal dolore. Ieri pomeriggio, Romina Laugeni si è subito recata dai genitori di Alessio Bragato, per portare conforto e sostegno. Èla mamma di Riccardo Laugeni, morto con altri tre giovani nell’incidente mortale di via Pesarona a Jesolo la notte del 13 luglio 2019. La loro auto, una ford Fiesta, è stata speronata da Marius Alin Marinica, 27enne rumeno che è stato poi arrestato e condannato a 8 anni per omicidio stradale plurimo dopo che non si era fermato a seguito dell’impatto in fase di sorpasso.

Con Riccardo, che si trovava alla guida dell’auto, erano morti Eleonora Frasson, Leonardo Girardi e Giovanni Mattiuzzo, mentre si era salvata per miracolo Giorgia Diral. Tutti giovani tra i 20 e 21 anni, amici unitissimi purtroppo anche nella morte. Romina ha fondato l’associazione “Alba, luci sulla buona strada”, proprio a tutela delle famiglie che hanno subito la perdita di un figlio per incidente stradale. L’obiettivo è di creare una rete di ragazzi impegnati nella sensibilizzazione alla sicurezza sulle strade, ma anche il supporto psicologico alle famiglie, la tutela legale. E i rapporti con le amministrazioni comunali e gli altri enti pubblici per garantire la sicurezza lungo la rete stradale con ogni iniziativa e azione concreta.

Da quando è morto Riccardo, Romina vive questa come una missione per aiutare altre famiglie che come lei condividono un infinito dolore che non avrà mai pace. «Appena ho saputo di un altro giovane che ha perso la vita sulla strada sabato notte», ha commentato Romina, «mi sono subito informata. Ho cercato la famiglia e ho saputo che aveva bisogno di aiuto. La mamma di questo ragazzo, Alessio, mi ha cercata sapendo quello che sto facendo con l’associazione. E mi ha fatto un immenso piacere, perché so di poter essere utile ad altre famiglie avendo vissuto il loro dolore. Non c’è un Comune che mi stia contattando o chiamando per discutere in questi mesi», spiega Romina, «e adesso abbiamo un altro giovane che ha perso la vita sulla strada. Una morte che probabilmente si poteva anche evitare. Le strade devono essere sicure. E, certo», conclude la mamma coraggio, «si deve anche lavorare tutti assieme per sensibilizzare i giovani alla prudenza e alla guida». —

Pubblicato su La Nuova Venezia