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Lo zio disperato: «Il guardrail lo avrebbe di sicuro salvato»

Ancora poco chiare le cause della fuoriuscita stradale ma i parenti sottolineano la mancanza di protezioni su entrambe le carreggiate 

SAN DONà

Una strada pericolosa. La provinciale 56 si divide tra via Unità d’Italia e via Cirgogno e collega la rotatoria del supermercato Mega a quella sotto la bretella San Donà-Noventa proseguendo poi in direzione Grassaga. Ci sono stati altri incidenti gravi, anche perché prosegue verso Grassaga e poi continua sempre più stretta, verso Noventa di Piave e poi Cessalto in territorio Trevigiano. Michele Bragato, zio del 22enne scomparso Alessio, non si dà pace e ieri mattina si è recato subito sul posto.

«Se in corrispondenza di quella curva sulla provinciale di fosse stato un guardrail», riflette amaramente dopo la tragedia, «Alessio non sarebbe uscito di strada. Purtroppo ci vuole sempre un evento tragico per capire quanto sia importante la sicurezza sulle strade. Bastava una protezione in corrispondenza di quell’ampia curva e mio nipote si sarebbe salvato. Le amministrazioni pensano alle multe, ai dissuasori e gli autovelox, ma per fare un guardrail e salvare vite umane chissà perché non fa niente nessuno. Noi non sappiamo cosa sia accaduto la scorsa notte ad Alessio, se sia stato distratto da qualcosa, se qualcuno possa avergli tagliato la strada. Certo è che in corrispondenza di quell’ampia curva ci fosse stata una protezione, su entrambi i lati, non sarebbe finito nel fossato. Queste sono strade pericolose, basta uscire di strada e sei spacciato con fossati così profondi anche se privi d’acqua». Tante, troppe morti sulle strade.

L’incidente stradale di sabato notte è il terzo con esito mortale nel raggio di pochi chilometri e in una dozzina di giorni. Il 18 ottobre, Nicolò Minello, 22 anni di Noventa di Piave, è morto a Salgareda dopo che l’auto, una Bmw, sulla quale viaggiava con quattro amici è uscita di strada e si è capovolta nella notte. Per Nicolò non c’è stato nulla da fare e una famiglia è in lutto assieme alla comunità stretta nel dolore per la perdita di una giovane vita. Quattro giorni fa, Gianpaolo Modolo, imprenditore 64enne di Chiarano, è morto in via Grassaga a San Donà, poco distante dal luogo dell’incidente di questo sabato notte, piombando in un fossato, probabilmente colpito da un infarto. —

g.ca.

Pubblicato su La Nuova Venezia