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Morì in un incidente il Comune dimentica di risarcire la famiglia

La famiglia di Alvise Donà, il veneziano di 26 anni morto a Marghera in un incidente stradale due anni fa, ottiene un accordo risarcitorio con Veneto Strade, ma non con il Comune di Venezia. I familiari lanciano un appello al sindaco e al Comune perché gli evitino una causa legale. L'incidente è avvenuto l'11 novembre del 2018 quando Alvise Donà, perito informatico, che abitava con la famiglia, a Cannaregio, aveva trascorso il pomeriggio con i genitori e con la sorella alla “Nave de Vero” per acquistare i regali di compleanno: il 18 novembre, avrebbe compiuto 27 anni. Alle 18 li ha salutati e si è diretto alla fermata dell’autobus per raggiungere il centro di Mestre dove doveva incontrarsi con la fidanzata, ma attraversando via Padana, all’incrocio con via dell’Avena, è stato falciato da una Mercedes. Un impatto che non gli ha lasciato scampo. Non si contano gli incidenti, anche gravi e mortali, fa notare Studio 3 A infortunistica a cui si è rivolto la famiglia, di cui è stato teatro quell’incrocio, dato che dalla parte opposta si trova, una fermata Actv.

Una situazione insidiosa, all’epoca, dalla mancanza per più di centro metri, di attraversamenti pedonali segnalati. Dopo la sua morte, dalla pagina Facebook “Buongiorno Marghera” è iniziata una petizione, #IoFirmo #AlviseDonà#ViaPadanaSicura, a cui hanno aderito centinaia di cittadini per mettere in sicurezza il pericoloso punto nero. Nell’agosto 2019 sul luogo dell’incidente sono apparsi un semaforo a chiamata per l’attraversamento pedonale. I familiari, dopo una trattativa con la compagnia di assicurazione dell’auto che ha investito il giovane, al cui conducente è stato riconosciuto un concorso di colpa, sono stati risarciti. Sono stati chiamati in causa pure gli enti pubblici interessati per le annose carenze alla sicurezza . Si è arrivati a definire in via stragiudiziale un risarcimento (di oltre 100 mila euro) in capo a Veneto Strade (per circa un terzo) e al Comune di Venezia (per la restante parte). Veneto Strade ha mantenuto gli impegni e ha già risarcito i Donà, non il Comune. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia