• Home
  •  > Notizie
  •  > Ecco chi era Alessio, morto a 22 anni dopo essere uscito di strada con la nebbia

Ecco chi era Alessio, morto a 22 anni dopo essere uscito di strada con la nebbia

Il ricordo di chi lo conosceva bene. Gli amici che erano con lui alla cena: ​«Non aveva bevuto era molto prudente». Era stato da poco assunto alla “Teso Impianti“ di San Donà 

ERACLEA

Un bravo ragazzo. Alessio Bragato lo conoscevano tutti a Ponte Crepaldo, frazione di Eraclea, e anche a San Donà dove aveva tanti amici a lui davvero molto legati. Gli stessi che ieri mattina all’alba sono usciti di casa con il padre, Alfio Bragato, per iniziare cercarlo ovunque.

Ragazzi e ragazze che, poco distante dal luogo dell’incidente, dopo che la salma era stata trasferita all’obitorio, si sono radunati sotto la grande croce che si erge nella frazione di Mussetta di Sopra, nello spiazzo poco prima del luogo dell’incidente.

L’immagine era triste, con i ragazzi che si abbracciavano e piangevano, la croce che si staglia verso il cielo con scritto “Dio misericordioso”. Un momento di riflessione intrisa di qualcosa di mistico. Erano con il papà Alfio quando ha riconosciuto l’auto nel fossato e capito dentro c’era il figlio. Una scena straziante, soprattutto per ragazzi ancora così giovani.

Ventidue anni da poco compiuti, Alessio Bragato aveva studiato all’istituto tecnico Ipsia Mattei di Fossalta di Piave. Voleva fare l’elettricista, specializzazione per la quale si era preparato con passione a scuola. E, prima di trovare lavoro, aveva accettato altri impieghi saltuari sperando di realizzare il suo sogno lavorativo. Dopo il diploma ha sempre lavorato, fino a quando è stato assunto nella ditta “Teso Impianti” di San Donà. E qui si era subito distinto per la serietà e professionalità nel lavoro che svolgeva con passione.

La famiglia abita in via D’Annunzio nella frazione di Ponte Crepaldo, mamma Stefania, papà Alfio che ha lavorato nel settore turistico al lido di Jesolo. Una famiglia molto conosciuta e rispettata, un unico figlio cui i genitori erano legatissimi e vedevano in lui il futuro di una vita ancora nel fiore degli anni. Chi li conosce sa bene il dolore tremendo che oggi stanno vivendo, loro e i parenti così uniti in questa famiglia che ha radici profonde nella frazione di Eraclea.

Ieri mattina anche lo zio, Michele Bragato, si è precipitato nel luogo dell’incidente a San Donà sulla provinciale per aiutare il fratello in quel momento particolarmente difficile. E assieme agli amici di Alessio radunati in via Cirgogno ha sofferto nel silenzio.

Il 22enne aveva la testa sulle spalle così come la sua compagnia di amici molto affiatati. Ragazze e ragazzi che ora non riescono a credere di aver perso per sempre un amico, un coetaneo con il quale avevano condiviso momenti meravigliosi tra giovani. Oltre al lavoro non aveva particolari hobby o passioni.

Nei weekend una cena con gli amici più affezionati era un momento di svago sempre molto atteso. Si ritrovavano, come è avvenuto sabato, nella casa di qualcuno a fare da mangiare oppure si recavano in qualche locale frequentato dai coetanei. Tutti ragazzi prudenti. Chi beveva non era mai alla guida e si davano il cambio ben sapendo i rischi che si corrono.

«Alessio non aveva bevuto sabato sera», hanno raccontato ancora sofferenti per una nottata che non dimenticheranno più, «è stato con noi fino a poco prima dell’una perché voleva tornare a casa. Era sempre molto prudente e non riusciamo a darci pace per quello che gli è accaduto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Pubblicato su La Nuova Venezia