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L’addio a Nicolò nei ricordi di parenti e amici «Sei stato il nostro principe e rimani con noi»

Noventa si è fermata ieri pomeriggio per i funerali del 22enne morta domenica scorsa in un incidente stradale avvenuto a Salgareda 

commozione

«Sei il nostro principe. Ci hai insegnato cosa vuol dire insieme per sempre». Noventa si è fermata, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto a Nicolò Minello, il 22 enne che ha perso la vita nel tragico incidente stradale di domenica scorsa a Salgareda. Al fianco di mamma Agostina “Niva” e papà Vittorino Gianni, c’erano i tanti amici, i colleghi di lavoro delle agenzie immobiliari, i compagni di squadra del Grassaga, la squadra di calcio in cui Nicolò giocava. Almeno 800 persone hanno partecipato alle esequie. Una folla ordinata e rispettosa delle norme. In duecento hanno trovato posto, distanziati, dentro la chiesa. Altre 220 persone hanno potuto accomodarsi sulle sedie predisposte sul sagrato da Comune e protezione civile.

Gli altri si sono sparpagliati su piazza Vittorio Emanuele e via Chiesa. Ad accogliere il feretro all’arrivo sul piazzale della chiesa, c’era uno striscione sorretto da alcuni giocatori del Grassaga. «Nessuno muore sulla terra, finché vive nel cuore di chi resta», il messaggio impresso. Alla fine della cerimonia gli stessi compagni di squadra e gli amici di Nicolò hanno liberato in cielo dei palloncini bianchi e azzurri. Oltre ad alcuni palloncini simili a un pallone da calcio, il grande amore di Nicolò.

La messa è stata presieduta dal parroco di Noventa, don Mario Rossetto. E concelebrata da don Giovanni e don Raffaele Coden, quest’ultimo cugino di Nicolò. Un attestato di vicinanza è stato espresso da don Fabio, il parroco di Grassaga. Particolarmente toccante il messaggio letto in chiesa da Alessandra Minello, la sorella del 22 enne. «Riflessivo come papà, sorridente e perfezionista come mamma, dolce come solo tu. Ultimamente eri sereno, avevi trovato la tua via», ha esordito la sorella. Che poi, rivolgendosi al fratello, ha parlato «dell’amore che hai dato e avuto», ricordando il sentimento profondo che univa Nicolò ai genitori, ai nonni, agli zii e ai tanti familiari. Senza dimenticare gli amici: «Sei stato tanto, tanto amato dai tuoi amici e dalle tue amiche. Siete tanti e tutti meravigliosi».

Nell’incidente, costato la vita a Nicolò Minello, sono rimasti feriti altri quattro giovani. Due in modo grave, Valerio Castiglione e Giuseppe Greco. Entrambi sono ancora ricoverati in ospedale, ma in lento miglioramento. In modo più lieve sono rimasti feriti Patrick Angeli e Gaston Vogel Beita. A loro è andato il pensiero dei familiari di Nicolò, un gesto di grande sensibilità apprezzato da tutti. «I miei genitori e io», ha proseguito la sorella Alessandra, «mandiamo un abbraccio a Gaston, compagno di mille e una avventure, a Valerio, Patrick e Giuseppe. Speriamo di cuore che stiano tutti presto bene. La cosa che fa soffrire per Nico è che non esiste futuro. Per loro speriamo in un futuro di cose belle».

Poi la chiusura, rivolta nuovamente al fratello: «Di te, del calcio (da quand’eri piccolo avevi sempre un pallone tra i piedi), della tua voglia di cambiare sempre e metterti in discussione. Potrei parlare per ore di te. Sei il nostro principe. Mi e ci hai insegnato cosa vuol dire insieme per sempre». «Da quando giocavamo a calcio nei parchetti con gli amici fino all’ultimo minuto di ogni partita, hai dato il massimo», hanno proseguito gli amici, «Determinato. Niente e nessuno ti poteva rallentare nelle tue corse verso il gol. Come nello sport, eri determinato nella vita di tutti i giorni. Hai reso le nostre serate sempre diverse e inaspettate». «Ricorderemo tutto», hanno concluso gli amici, «la tua perfezione in ogni contesto, il tuo modo di fare carismatico, la tua risata, il tuo supporto in tutte le situazioni che potevano metterci in difficoltà. I tuoi sogni, le tue ambizioni e le tue glorie saranno da stimolo per tutti noi per andare avanti. Nicolò, rimarrai indelebile nei nostri cuori». —

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Pubblicato su La Nuova Venezia