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Jesolo, cade dall’impalcatura: muore operaio di 56 anni

Beniamino Andreetta di Eraclea stava intonacando il muro di un negozio. Lascia nel dolore la moglie e un figlio. Forse un malore la causa dell’infortunio

JESOLO. È caduto da poco più di un metro di altezza mentre stava dipingendo e completando l’intonaco di un muro in un esercizio commerciale in fase di ristrutturazione lungo via Bafile, in zona piazza Trieste. Forse un malore la causa della morte di Beniamino Andreetta, 56 anni, residente a Eraclea in via Puccini 6, dipintore e dipendente dell’impresa “Jp” di Jesolo.

Ieri mattina verso le 11 l’uomo era salito su una cosiddetta opera provvisionale, una sorta di piccola impalcatura grazie alla quale poteva raggiungere i punti più alti. Stava dipingendo e ristrutturando un negozio al civico 140 di via Bafile, assieme a un altro collega. Sembra che Andreetta si sia sentito male e sia di conseguenza caduto a terra, battendo poi anche la testa. Il collega ha subito dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, quindi la polizia del commissariato jesolano. Era stato chiamato anche l’elicottero del Suem, ma ormai il cuore del dipintore si era già fermato e tutti i tentativi di salvarlo sono stati vani. I sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Dalla posizione in cui è stato trovato riverso sul pavimento sembra confermata una caduta dovuta a malore. Sarà l’eventuale autopsia disposta dal magistrato a confermare comunque le cause del decesso con maggiore precisione.

Sul posto sono stati chiamati gli ispettori dello Spisal dell’Asl 10, che sono competenti nel caso di incidenti occorsi sul posto di lavoro. Sarà loro compito adesso verificare se erano state adottate tutte le misure di sicurezza necessarie per la prevenzione degli infortuni. Le cadute sono tra le cause più diffuse di decessi nel settore dell’edilizia. Il negozio non è stato comunque posto sotto sequestro, nè la piccola impalcatura sulla quale Andreetta si trovava quando è caduto e ha perso la vita.

Operaio di grande esperienza, viveva con la moglie Bruna Turchetto in via Puccini 6 e con loro anche il figlio di 25 anni Cristian. A Eraclea la morte dell’operaio ha destato profonda commozione e impressione tra i cittadini che hanno appreso in tarda mattinata della tragica morte di Beniamino Andreetta.

Lo ricordano come un uomo riservato e dedito al lavoro e adesso attendono di unirsi alla famiglia per la celebrazione delle esequie quando arriverà il nulla osta della magistratura.

Giovanni Cagnassi

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Pubblicato su La Nuova Venezia