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Tragedia in palestra a Marghera: chi era Lorenzo, morto a 25 anni

Tragedia alla McFit, a perdere la vita Lorenzo Brasi, il braccio destro del titolare. Increduli colleghi e clienti del centro

Il suo corpo, senza vita, è stato trovato nella tarda mattinata di ieri in uno stanzino della palestra McFit di Marghera. La stessa palestra in cui tutti lo conoscevano, in cui aveva trascorso decine di giornate. La palestra di cui era vice responsabile.

Se ne è andato all’improvviso Lorenzo Brasi, di appena 25 anni. La vista più tragica è negli occhi dei colleghi e dei frequentatori della palestra, increduli e disperati. Immediatamente hanno chiamato i Vigili del fuoco e la Polizia, accorsi sul posto. Quando ormai non c’era già più nulla da fare. Perché Lorenzo se ne era già andato.

Nato a Venezia, Brasi da tempo si era trasferito in terraferma con la famiglia. A Mestre si era diplomato al liceo scientifico Morin e, da qualche anno, aveva trovato lavoro. Grande appassionato di musica, adolescente aveva iniziato a suonare la batteria, per poi avvicinarsi al mondo del “sound engineering”.

Per questo aveva studiato: aveva frequentato diversi corsi tra Venezia e Treviso, si era diplomato in batteria e percussioni jazz al conservatorio Buzzolla di Adria, mentre da un anno frequentava la triennale in Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche all’Università di Milano. Contemporaneamente, aveva sempre lavorato: come ingegnere del suono al BlueBox studio di Mestre e poi in palestra, dove ieri si è interrotta improvvisamente la sua giovane vita. Alla McFit, una struttura molto frequentata dai giovani di Mestre e Marghera, ma anche da giovani e adulti della Riviera del Brenta. E tutti – iscritti e colleghi – ora si stringono, commossi e increduli, intorno alla famiglia e agli amici del ragazzo.

«Lorenzo ci parlava spesso dei suoi progetti per il futuro», ricordano alcuni colleghi del giovane. È un tratto che si interrompe. La vita spezzata, un presente che si interrompe all’affacciarsi del futuro. Un ricordo che fa male. «Lorenzo era un ragazzo riservato e sempre pronto a dare una mano a chiunque avesse bisogno. In palestra aiutava sempre le persone a cui serviva anche una semplicissima indicazione per l’esecuzione di qualche esercizio», ricordano i colleghi, ricordano gli amici.

Tutti parlano di Lorenzo come del braccio destro dell’attuale gestore della palestra. «Era molto appassionato del suo lavoro», raccontano alcuni frequentatori abituali della struttura. «Ci dava sempre consigli molti consigli su come eseguire correttamente gli esercizi».

Dopo la notizia della morte, tanto improvvisa quanto inaspettata, nella palestra di via Orsato è calato il gelo. Il vociare dei frequentatori abituali della struttura ha velocemente lasciato il posto a un silenzio irreale. Come irreale è la scomparsa di un ragazzo così giovane. E avvolti da un silenzio irreale saranno anche i funerali, che verranno celebrati nei prossimi giorni. Non ci sarà la folla che probabilmente avrebbe voluto accompagnare Lorenzo nel suo ultimo viaggio. È l’ultimo decreto per il contenimento del contagio a non consentirlo. Sarà un abbraccio da lontano, ma tangibile e reale. L’ultimo saluto a Lorenzo. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia