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Tutto il Veneto piange la morte di Cattai: ecco chi era il presidente di Federconsorzi

Cordoglio e dolore per la scomparsa a 64 anni del presidente, tradito da un infarto mentre correva in bici nel Bellunese

JESOLO. Cordoglio e dolore per la morte di Renato Cattai, colto da infarto in sella alla bicicletta nel Bellunese dove si trovava per una breve vacanza. Domenica anche il presidente della Regione Luca Zaia è intervenuto: «Se il turismo è la prima voce dell’economia del Veneto, lo si deve al lavoro di chi come lui non solo si è impegnato nell’attività di ricezione turistica con alta professionalità ma ha anche guidato le sinergie utili tra gli operatori per affermare un livello sempre più alto e competitivo delle nostre imprese dedicate all’ospitalità e alla soddisfazione della richiesta turistica». ù

La morte dell’albergatore, presidente di Federconsorzi, a 64 anni, è stata un duro colpo per Jesolo. Ora la salma è ricomposta all’ospedale di Feltre in attesa dell’autopsia e il via libera ai funerali con il trasporto fino a Jesolo per l’ultimo saluto che sarà probabilmente nella chiesa di piazza Trento mercoledì.

Cattai lascia la figlia 22enne Chiara e la moglie. Oggi assemblea urgente di Federconsorzi convocata dal vice presidente Amorino De Zotti per spostare la data fissata il 2 ottobre quando Cattai sarebbe stato riconfermato quasi certamente alla presidenza.

«La notizia dell’improvvisa morte di Renato Cattai ha toccato tanti jesolani», ha detto il sindaco, Valerio Zoggia, «persone che nel corso di questi anni hanno avuto l’opportunità di conoscerlo e apprezzarne le qualità, la professionalità e l’impegno rivolto al bene di Jesolo. Al senso di smarrimento che unisce tanti cittadini in questo momento si aggiunge il mio e quello di tutta l’amministrazione. Non riesco a non pensare al grande lavoro che abbiamo portato avanti, giorno dopo giorno in questi mesi assieme a Renato per immaginare una spiaggia sicura e protetta di fronte alla sfida di Covid-19. La città ha perso un imprenditore del turismo capace e lungimirante; per lui era essenziale riuscire a presentare agli ospiti una città e una spiaggia che fosse moderna, al passo con i tempi. In questo ha dedicato gran parte della sua vita e del suo impegno e la città di Jesolo deve esserne grata».

Anche il presidente di Apindustria Jesolo, Roberto Dal Cin, ha espresso il cordoglio dell’associazione e pensa a un’iniziativa per ricordarlo. Intanto, da Bibione a Rosolina è unanime il dolore e la sensazione di smarrimento in Unionmare Veneto. Il gestore dell’hotel Palm Beach in Pineta è stato presidente di Federconsorzi, ma anche vice presidente regionale di Unionmare per nove anni. «Era conosciuto in tutto il Veneto», ricorda il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton, «stimato e apprezzato per la passione e l’impegno, la competenza e il suo modo di porsi, sempre corretto e leale con tutti. In questi nove anni ha messo tutto sé stesso, dedicando molto del suo tempo, magari tolto alla sua vita personale, per portare avanti le istanze del turismo balneare. Abbiamo perso una grande persona, un grande lavoratore e un grande amico».

Sentimenti condivisi anche dal precedente presidente di Unionmare Veneto, Leonardo Ranieri, con i relativi consiglieri. «Tra le ultime battaglie condotte assieme», continua Berton, «ricordo quella per la forte mareggiata dello scorso inverno e la più recente per la riorganizzazione della spiaggia nel post pandemia; senza dimenticare che è suo, a Jesolo, il recente progetto della filo diffusione lungo tutto l’arenile». —

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Pubblicato su La Nuova Venezia