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L’esito dell’autopsia tre colpi di pistola hanno ucciso Baldan

oriago

Nella notte della tragedia, a luglio, sono stati tre i colpi di pistola sparati da Simone Meggiato contro Stefano Baldan: non due, come noto sinora. Quello che ha ucciso l’uomo è stato il proiettile che l’ha colpito all’emitorace, un secondo ne ha trapassato il fianco e un terzo ha raggiunto la spalla dopo essere entrato sopra il gomito. Sono questi i primi risultati noti del referto dell’autopsia, depositato nei giorni scorsi dal medico legale Claudio Terranova, consulente della pm Alessia Tavarnesi: Meggiato si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario. La tragedia è avvenuta nella notte del 3 luglio, preceduta dall’incalzante ricerca da parte di Baldan dell’ex moglie, che a giugno aveva presentato denuncia, attivando il Codice Rosso: così per l’ex lanciatore di peso - salutato da parenti e amici come un “gigante buono”, con qualche problema con l’alcol, ma pacifico - era scattato il divieto di avvicinarsi alla donna. Quando Baldan ha suonato all’una di notte alla porta della casa di Meggiato, lui era solo. Si è infilato nella cintura dei pantaloni la sua pistola calibro 9, detenuta per uso sportivo, ed è sceso. Ne è nato un diverbio, poi gli spari. La morte. Legittima difesa sostiene Meggiato, che si trova in carcere: la giudice Lancieri ha già respinto una prima richiesta di scarcerazione, presentata dai difensori Nordio e Bortoluzzi, ritenendo che la sua reazione sia stata abnorme rispetto alle circostanze. A rappresentare i familiari di Baldan, l’avvocato Scussat. Giorni fa un nuovo ricorso della difesa, che attende anche i risultati della perizia sui cellulari, convinta di trovare traccia di messaggi minacciosi inviati da Baldan. —

Pubblicato su La Nuova Venezia