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Messinis, commosso addio nella chiesa dei Greci con le note di Stravinskji

venezia

Sulle notte di Stravinskji, uscite dal clarino dell’amata nipote Marta, tra le lacrime delle figlie e dei tanti amici presenti, l’ultimo saluto a Mario Messinis, musicologo di fama internazionale ed ex sovrintendente del teatro La Fenice, morto l’altro giorno all’età di 88 anni. Chiesa dei Greci strapiena, anche se con le rigide regole di distanziamento, gente in cortile e in fondamenta. Sfila la Venezia della cultura, ex rettori come Marino Folin e Amerigo Restucci, sovrintendenti come Ortombina e Chiarot, giornalisti, esponenti della cultura veneziana. Messinis lascia un grande vuoto, una competenza che mancherà alla sua città. Il sindaco si è impegnato a trovare uno spazio da dedicargli per onorarne la memoria, come aveva chiesto Massimo Cacciari. Messinis Aveva spiegato al grande pubblico la musica contemporanea, collaborato con istituzioni culturali come la Fondazione Cini e la Fondazione Levi.

Commossi anche i tanti amici della comunità greca veneziana. «Mario era figlio di Gerasimo, presidente della comunità dei Greci a Venezia e console onorario della Grecia a Venezia», dicono, «durante la sua presidenza fu donato allo Stato greco l’intero patrimonio della comunità per la nascita dell’Istituto ellenico di Venezia». Un luogo di cultura, religione e grande bellezza. Dove sono conservate icone antiche e nel vicino museo testimonianza della cultura ellenica. Messinis faceva parte della comunità e partecipava alla sua vita sociale. Da sempre si era dedicato agli studi musicologici sui musicisti contemporanei come Berio, Maderna, Luigi Nono. Ieri il saluto commosso della sua comunità e di tanti veneziani. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia