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Lutto per il professor Bovo vinto dal Covid

Il virus è stato fatale per Luigino, 72 anni, che era ricoverato a Dolo per altre patologie. Lascia la moglie Dilva e tre figli

noale

Grande appassionato di storia, curioso di sapere e del sapere. Ma anche apprezzato insegnante. Era questo Luigino Bovo, morto giovedì scorso all’ospedale di Dolo dov’era ricoverato per alcune patologie, a cui si era sommato il Covid-19 che non lo ha aiutato nel recupero.

È spirato all’età di 72 anni, abitava a Moniego di Noale. Ma era molto conosciuto, non solo nel suo comune ma anche in quelli vicini per le innumerovoli attività e interessi che lo hanno accompagnato per tutta la vita. Il nome di Bovo è legato a molte iniziative culturali attorno alla città dei Tempesta; nel 1974, con l’allora parroco della frazione don Giovanni Zorzetto, scrisse il libro “L’antica Pieve di Moniego”, dove si affrontava la storia del paese. Nel testo, i due autori, dopo delle ricerche, avevano ipotizzato che il nome Moniego derivasse da “Mulinego” o “Molinego”, cioè “paese del mulino”, vista anche la presenza del fiume Draganziolo. Inoltre ritenevano che ci potesse essere “pertinenza” dell’Abbazia Benedettina di Sesto al Reghena (Pordenone) in seguito ad una donazione.

Un altro lavoro, sempre redatto in quell’anno, fu il testo “Parrocchia di Santa Maria di Moniego della diocesi di Aquileia, d’Udine e di Treviso: storia, arte e demografia”. E poi ancora tanti altri studi, ricerche meticolose com’era nel suo stile, essendo interessato al passato di quanto lo circondava. Prima di andare in pensione, era stato professore di Lettere in diversi istituti tecnico-professionali della zona, facendosi stimare da tutti, ed era stato anche collaboratore delle Università popolari di Salzano e Scorzè, tenendo lezioni agli iscritti. Il suo amore per il sapere si era concretizzato anche tra il 1976 e il 1986, quando fu componente del comitato di gestione della biblioteca. Quest’ultima era stata fondata proprio nel 1976, e Bovo ne fu tra i fondatori, e in quel gruppo apparteneva pure Eliseo Carraro, anch’egli insegnante ed elemento di spicco della cultura locale. Grazie a loro e agli altri promotori, il servizio crebbe di anno in anno, diventando sempre più un punto di riferimento per Noale e non solo.

La moglie di Bovo, la signora Dilva, è molto conosciuta in comune, essendo stata dipendente all’ufficio tecnico in municipio, prima di andare in pensione qualche anno fa. Negli ultimi tempi aveva accusato dei problemi di salute, che si sono aggravati sino a giovedì, quando il suo cuore ha smesso di battere. Oltre alla coniuge, l’uomo lascia anche i tre figli Edoardo, Elena ed Eugenia, oltre alla mamma Flora e i parenti. Il funerale si terrà domani alle 15 nella chiesa di Moniego. Oggi alle 19.30, invece, la stessa chiesa ospiterà la recita del rosario. Poi, al termine dell’ultimo saluto, la salma riposerà nel cimitero di Scorzè. —

Pubblicato su La Nuova Venezia