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Un mazzo di fiori dai suoi amici «Era un ragazzo eccezionale»

La sindaca Pavanello si stringe al dolore della famiglia. Lo zio: «Era prudente e sapeva guidare»

MIRANO

A metà pomeriggio di ieri, quattro amici si sono presentati fuori dal cancello di via Scaltenigo 54 per mettere dei fiori. Volevano appoggiare un mazzo per ricordare Lorenzo, mettere un segno in ricordo del ventitreenne.

La notizia della sua morte è girata come un vortice durante la mattinata; si era sparsa la voce di un incidente mortale appena fuori dal centro, un po’ alla volta alla vittima è stato dato un nome e, soprattutto, un volto. Era il classico bravo ragazzo, un ragazzo come tanti con i suoi sogni, le sue aspirazioni.

In passato Lorenzo era stato anche uno dei ragazzi del Grest di Mirano. Papà Valerio, mamma Margherita e il fratello minore Davide preferiscono non parlare, si sono chiusi nel dolore. Difficile accettare quanto successo, specie dopo una giornata di lavoro trascorsa al Lido, all’interno della Mostra del Cinema.

Era uno dei massaggiatori selezionati dall’Accademia Diabasi, presente in tutta Italia, che ha il compito di rilassare gli ospiti presenti alla rassegna internazionale.

Sui social gira la foto scattata poche ore prima del drammatico schianto assieme ai colleghi, tutti con la mascherina, e l’attrice brittanica Tilda Swinton venuta al Lido per ritirare il Leone d’Oro alla carriera.

In più c’è anche la foto di lui, un amico e Francesca Sofia Novello, la fidanzata di Valentino Rossi. Nel suo profilo Instagram, Lorenzo ha pure messo con orgoglio il pass di accesso alla Mostra: era mercoledì.

Grande tifoso del Milan, non mancava qualche volta di seguire la sua squadra proprio a San Siro. In via Battisti, dove abitava con la famiglia, c’è incredulità per quanto successo. In un bar non si fa altro che parlare dello schianto di via Scaltenigo.

«Era un ragazzo eccezionale», lo ricorda un cliente «amico di tutti spensierato, aveva la testa sulle spalle». Chiacchierando troviamo uno zio; è sconvolto, non vuole parlare ma dice solo due concetti. «Sono stato in auto con lui», ricorda, «ma era prudente, sapeva guidare. Mio nipote era un giovane rispettoso, gentile, mai una parola fuori posto. Ecco scriva questo».

Poi la conversazione si ferma ed è comprensibile. Le condoglianze alla famiglia sono arrivate pure dalla sindaca Maria Rosa Pavanello. «Davanti a tragedie simili», commenta, «mancano le parole per esprimere l’enorme dolore che prova la comunità. Siamo vicini ai genitori, al fratello di Lorenzo e al gruppo del Duomo di Mirano, colpiti da questo lutto. Esprimo il cordoglio mio e di tutta l’amministrazione comunale».

Non ancora decisa la data del funerale ma è indubbio che ci saranno tante persone, soprattutto giovani, a portare l’ultimo saluto a Lorenzo.

L’ennesima tragedia sulle strade che colpisce il comprensorio del Miranese. È diffcile farsene una ragione, l’unica possibilità, per chi crede, è affidarsi alla pietà di Dio. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia