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Folla per l’addio a Bellinazzi e Dorigo

Ieri, con due cerimonie distinte, l’ultimo saluto al 50enne e al 67enne morti giovedì scorso in un tragico frontale

caorle

Le note di Madonnina del Mare, il canto dei pescatori, hanno accompagnato ieri mattina il feretro di Enrico Bellinazzi, fuori dalla cattedrale di Caorle, in un clima di grande commozione. Il calore dell’estate e ben 300 fedeli tutti a debita distanza e con la mascherina per l’emergenza sanitaria, hanno accompagnato l’ultimo viaggio del 50enne deceduto nell’incidente di giovedì scorso sulla provinciale 59. Un uomo ben voluto da tutti, Enrico. Bastava vedere quanti fiori sono stati porti all’altezza dell’altare dove don Danilo Barlese ha recitato una sontuosa omelia, dopo la lettura del Vangelo in cui si illustrava la sparizione della salma di Cristo dal Sepolcro, di fronte agli occhi della Maddalena.

«L’amore ha sempre dei testimoni», ha spiegato don Barlese, «l’impegno professionale, la passione per la famiglia, per la figlia. Nonostante i molteplici impegni Enrico aveva tempo per condividere la sua generosità con gli altri, attraverso le sue passioni. La sua vita è stata vissuta come incontro con gli altri». Presente la Guardia costiera con il comandante Giovanna Maria Girardi e altri uomini. Enrico Bellinazzi lascia il ricordo di una persona affabile e generosa, come era suo padre Giuliano, morto a Cuba per un infarto, nell’isola in cui si era stabilito in seconde nozze. Amava il mare, ed era uno sportivo. Faceva immersioni nelle acque di Caorle e partecipava a lunghe maratone, come quella di Venezia. Enrico viveva con la moglie e la figlia in via Cadore a Ottava Presa e quella maledetta sera, di quasi una settimana fa, stava recandosi proprio da loro, per trascorrere assieme la serata. Il destino ha scritto una pagina buia, che ha riguardato anche il 67enne Pierluigi Dorigo, il cui funerale si è tenuto invece ieri pomeriggio. L’omelia è stata introdotta dalla lettura di un passo del vangelo di San Giovanni. Il sacerdote si è soffermato sulla difficoltà di capire quanto accaduto e sugli interrogativi che tutti ci poniamo sul fatto che una tragedia simile sia accaduta a persone a noi conosciute. Il prelato ha poi tracciato un ricordo di Dorigo, sottolineandone la generosità, testimoniata attraverso i gesti compiuti e il bene profuso verso gli altri. Il sacerdote ha ricordato anche l’amore che legava Pierluigi alla sua amata figlia Ilaria, che ha 22 anni e a Caorle, vice presidente della locale associazione di voga. Due anni fa Dorigo aveva perso il fratello Annibale in un altro incidente in moto. Una drammatica analogia con quanto capitato a Pierluigi. Il parroco ha evidenziato anche la passione di Dorigo per l’arte e la fotografia. Pensionato, si dilettava nel tempo libero a collaborare con il portale Caorle. it, dedicato alla località e su cui sono state pubblicate molte sue fotografie. Il feretro di Pierluigi Dorigo riposerà nel cimitero di Caorle, dov’è stato tumulato al termine della cerimonia. —

GIOVANNI MONFORTE

rosario padovano

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Pubblicato su La Nuova Venezia