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L’addio ad Aldo Camponogara con le note di “Bella Ciao

In 500 ieri alla cerimonia funebre dello storico esponente della sinistra riformista Il deputato del Pd Pellicani ha ricordato le doti dell’uomo che si è spento a 97 anni

PORTOGRUARO

Il ricordo di una vita intensa, fatta di grande impegno sociale e politico. L’amore per i suoi familiari e la sua città. Le note di Bella Ciao a chiusura della cerimonia. Folla commossa ieri mattina a Portogruaro, in Villa Comunale, per l’ultimo saluto ad Aldo Camponogara, storico esponente della sinistra riformista, partigiano e medaglia d’oro al Valore Militare, mancato all’età di 97 anni. Quasi 500 le persone presenti, tutte distanziate le une dalle altre, secondo le disposizioni anti-Covid, ma unite simbolicamente. Non sono mancati i sindaci del territorio, l’Anpi e le associazioni locali.

«Aldo, nella sua vita sempre oggetto di studio e approfondimento, ci ha insegnato come la politica sia uno strumento per migliorare la società», ha ricordato ieri nel suo intervento il deputato del Pd Nicola Pellicani, «continuando a mettersi in gioco e seguendo i propri valori. Ha contribuito a far crescere il territorio: la sua è una testimonianza che nessuno dimenticherà».

Camponogara, nel 1944, dopo la caduta del fascismo, scelse di diventare partigiano nel battaglione Osoppo. Nel 1945 si iscrisse al Pci e fu nominato segretario della Camera del Lavoro di Portogruaro, in un momento di grandi lotte e scioperi di braccianti e operai. «È sempre stato a disposizione dei più deboli», ha spiegato Ugo Agiollo, segretario generale della Cgil Venezia, «nei periodi più difficili e negli anni a seguire, sempre con lo stesso spirito». Nella città del Lemene, nel 1957, diventò segretario di sezione del partito e poi consigliere provinciale. Tre anni più tardi prese una posizione netta contro l’ipotesi di installare nel portogruarese una raffineria. Fu successivamente segretario di zona dello stesso Pci e consigliere regionale, carica che lasciò per diventare vicesindaco della prima giunta di centrosinistra in città. Negli anni mantenne sempre intatti i legami con il suo territorio, tanto che fu il primo iscritto al circolo locale del Pd, che d’ora in poi porterà ufficialmente il suo nome. «Con noi», ha detto Irina Drigo, a nome della sezione, «resterà per sempre il ricordo di Aldo prima di tutto come uomo: coerente, tollerante, buono. Sapeva rapportarsi con tutti e soprattutto ascoltare, anche i più giovani. Difendeva idee, valori e obiettivi: sapeva scindere la politica dal rapporto personale». Appassionato di archeologia, diede vita al Gruppo Archeologico ricoprendo per anni la carica di presidente dell’associazione. A prender la parola, ieri, anche gli amati nipoti, che ne hanno ricordato le doti private e la vicinanza che a loro non ha mai fatto mancare. La figlia Fabia ha espresso tutta la propria soddisfazione nel vedere tanti giovani presenti in Villa Comunale. L’attore, scrittore e amico Luigi Diberti, ha voluto infine leggere per lui due poesie. La cerimonia si è conclusa con le note di Bella Ciao, intonate dai presenti, che hanno accompagnato nell’ultimo saluto commosso l’uscita del feretro dalla Villa Comunale, omaggiato da un lungo applauso. —

Pubblicato su La Nuova Venezia